Vendemmia Varesina, il buon brindisi affidato ai capricci di settembre

In questi giorni di bilanci per le vigne nazionali, abbiamo interpellato due tra i principali produttori della zona

Come sarà l’"Angleria" quest’anno? E quante bottiglie dei "Ronchi Varesini" finiranno sul mercato?  
L’annata vitivinicola è l’argomento principe di questo periodo e da quest’anno anche la nostra provincia è ufficialmente tra i territori da interpellare. 
Salita alla ribalta delle cronache per la richiesta di Indicazione Geografica Tipica per il vino dei Ronchi Varesini, la nostra provincia mette in campo tutte le conoscenze acquisite per dare il meglio di sé.  
Il dato nazionale vede in Italia un raccolto non abbondantissimo ma di qualità, per la viticoltura Lombarda si parla addirittura di cifre record. E per le vigne varesine com’è? 
Buono, si spera: ma è troppo presto per dire l’ultima parola, come precisano i produttori locali.

«L’acquisizione di sapori più fruttati o intensi avviene proprio in questo periodo di maturazione: il gusto che "fa la differenza" lo si gioca cioè tutto in questi giorni – spiega Andrea Tovaglieri, agronomo della Tenuta Tovaglieri, l’azienda vinicola di cui condivide la proprietà con la sorella Giuliana – Questa zona però è stata colpita anche quest’anno da fortunali e tempeste: quindi la qualità va ricercata con attenta selezione del prodotto vendemmiato. 
Quest’anno la produzione sarà scarsa e non di altissima qualità e prevediamo che dal 20 al 35% del raccolto sia danneggiato. Problemi che coinvolgono meno le
varietà a maturazione precoce, come lo chardonnay e il pinot nero, più governabili a causa del loro breve ciclo di maturazione. Mentre per il Nebbiolo e il Barbera il risultato è ancora tutto da vedere. C’è da dire una cosa però a favore della probabile buona qualità di quest’anno: gli sbalzi termici che ci sono stati, e soprattutto ci sono ora, sono favorevoli allo sviluppo di aromi particolari, specie in terreni acidi come i nostri. Perciò si può ancora sperare, visto che la maturazione enologica sarà all’incirca tra il 5 e il 12 settembre». 

La produzione varesina di vino, ovviamente, non si avvicina nemmeno a quella delle zone di grande tradizione vinicola, che ha un obiettivo più strettamente industriale. Un dato però che non contrasta con la qualità, dove la percentuale di uva per ettaro non è mai alta ed è anzi fissata nei suoi massimi. «Ci sono vigneti che riescono anche a produrre 300 quintali di uva per ettaro, come per esempio quelli del Lambrusco e in generale le produzioni della pianura padana. 
Mediamente però la produzione di qualità dovrebbe stare tra gli 80 e i 130 quintali per ettaro – spiega Tovaglieri – Da noi la media è di 70 quintali per ettaro e nella nostra azienda non se ne producono più di 50-55. Quest’anno, in particolare, difficilmente supereremo i 45 quintali per ettaro»

L’azienda vinicola Tovaglieri di Golasecca produce quattro vini, due bianchi e due rossi: il Monte Tabor, dal nome della collina di produzione, realizzato con uve Nebbiolo e Barbera; il Brugus, di uve Pinot nero vinificate in rosso; il  Ticinum, uno "chardonnay con un pizzico di pinot grigio" e l’Angleria, tratto da viti angeresi, "un malvasia bianco vinificato secco ma molto aromatico". La produzione del 2003 è stata di 2000 bottiglie in totale «Ma quest’anno, malgrado tutto, sarà di più perché sono state attivate nuove linee… non vorrei dirlo per scaramanzia, però provo ad azzardare una cifra: più dell’anno scorso ma non più di 3000» conclude Tovaglieri.

Più ottimista Franco Berrini, socio dell’azienda agricola Cascina Piano di Angera, che è stato uno dei promotori della percorso che dovrebbe far arrivare i vini varesini al marchio IGT (indicazione geografica tipica) dei "Ronchi Varesini". 
«La produzione da noi è stata abbondante, come altrove e abbiamo tolto il 30% dei grappoli formati per eccedenza di produzione. Tutto però si deciderà nella metà di settembre. Per i prossimi 15-20 giorni, quindi, staremo a vedere che sorprese ci riserverà il tempo – spiega Berrini – Per i vini bianchi, a dire il vero, ci siamo quasi: manca una settimana. Per i rossi invece bisogna incrociare le dita. Il clima di quest’anno è infatti tornato nella norma, dopo il caldo dell’anno scorso e se settembre non sarà piovoso, i risultati dovrebbero essere buoni. 
Il troppo caldo dell’anno scorso ha dato infatti uve più  zuccherine e meno profumate. Un buon settembre dal punto di vista meteorologico dovrebbe dare un vino più profumato e più morbido».

L’azienda Cascina Piano ha prodotto l’anno scorso circa 5500 bottiglie di vino, con due rossi (un barricato con uve selezione, di cui sono state imbottigliate 1200 bottiglie circa e uno normale che ne ha prodotte circa 3000) e un bianco (che ha dato 1500 bottiglie nel 2003).  «Per quest’anno, se non grandina, dovremmo riuscire ad avere produzione intorno alle 8-9000 bottiglie, anche grazie alle nuove viti attivate, che dovrebbero incrementare la produzione del bianco, fino a farlo arrivare alle 2400 bottiglie».


Tutti gli eventi

di gennaio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 25 Agosto 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.