Liceo ambientale a Laveno: «Il coronamento di un sogno»

Laveno Mombello - Inaugurato alla presenza del presidente della Provincia Reguzzoni e degli assessori Giacon e Pellicini il distaccamento del liceo Sereni di Luino

«I nostri avi hanno imparato a vivere e sfruttare questa terra, problematica dal punto di vista idraulico. Hanno acquisito competenze apprezzate in tutto il mondo. Quando io ero studente, però, nessuno mi ha parlato delle caratteristiche di questo territorio e di come si deve trattarlo». Il Presidente della Provincia Marco Reguzzoni ha riassunto con queste parole l’importanza del liceo ambientale inaugurato questa mattina a Laveno.  
Cinquantadue iscritti al primo anno, una scommessa vinta grazie alla caparbietà degli amministratori locali: «È un sogno che si realizza – spiega l’assessore alla cultura Morselli – finalmente abbiamo un liceo, primo passo di un percorso che chissà dove ci porterà».
Il liceo ambientale di via Labiena è un distaccamento del Sereni di Luino e affronterà con particolare attenzione la chimica e la fisica, le scienze della terra, oltre alle tecniche informatiche e telematiche. Le neonate classi hanno trovato collocazione nella ristrutturata sede che un tempo ospitavano le elementari. 
I ragazzi si troveranno a lavorare a stretto contatto con gli uffici dell’ambiente della Provincia e la presenza all’inaugurazione del dirigente Capogna ha posto le basi per la prossima interazione.

Per i futuri esperti ambientali l’assessore all’istruzione della Provincia Pellicini ha anche una sorpresa: «Sto cercando di trovare un accordo con l’associazione velica così da organizzare corsi di vela nelle ore di educazione fisica. Stando sul lago, i ragazzi dovranno imparare a conoscerlo e apprezzarlo sotto tutti gli aspetti».
E mentre il liceo ambientale prende corpo, la macchina organizzativa riparte per tentare nuovamente la carta del liceo turistico: «Il nostro impegno sarà quello di potenziare la comunicazione circa i fini di questo indirizzo – spiega l’assessore all’edilizia scolastica Graziella Giacon – ma per poter raggiungere un livello degno di nota dovremmo riuscire ad ottenere la terza lingua, fondamentale per chi voglia lavorare in questo campo». 
Un po’ scettico sul varo di questo ulteriore indirizzo è il dirigente del Sereni Emilio Rossi: «Finchè la riforma Moratti non decolla non riusciremo a realizzare un corso che particolare. Inoltre, se l’ambientale dovesse mantenere questi ritmi, nel giro di cinque anni occuperemo tutto l’immobile e ci troveremmo con problemi di spazio». 
Al di là delle previsioni future, comunque, rimane la soddisfazione di aver aperto una nuova scuola superiore in un territorio, come quello di Laveno, da sempre abituato a guardare al Piemonte. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Settembre 2004
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