Rapina in villa, le prime ipotesi sull’accaduto
I quattro banditi che si introdotti nella casa dell'industriale Motta pare non si aspettassero di trovare in casa qualcuno. Il bottino è di 200 mila euro
Sono di origine straniera, molto probabilmente dell’est Europa, gli autori della rapina in una casa tradatese avvenuta giovedì sera scorso. Rapina durante la quale i ladri si sono trovati inaspettatamente di fronte ai proprietari dell’abitazione e che si è trasformata in una sorta di sequestro di persona lampo. Le vittime, i quattro membri della famiglia del noto imprenditore Filippo Motta (proprietario di una rinomata azienda di materie plastiche), sono stati minacciati con una pistola (forse giocattolo) e con altre armi improvvisate come taglierini e cacciaviti.
Il tutto è avvenuto intorno alle 21 e 20 in via Mameli quando quattro malviventi sono entrati di soppiatto scassinando una finestra. Sembra infatti che i ladri non si aspettassero di trovare in casa della gente e che per questo si siano anche mascherati, non con i soliti passa montagna, bensì con fazzoletti e stracci di fortuna. Inoltre, ad avvallare questa ipotesi vi sarebbe il fatto che solo uno dei malviventi fosse armato di pistola (finta), mentre gli altri sembra abbiano usato per lo più oggetti da scasso, come un cacciavite, un taglierino e una chiave inglese, con la quale appunto è stato colpito il figlio 14enne del Motta. I malfattori se ne sono andati dopo un’ora circa.
Intanto il bottino, che inizialmente si pensava ammontasse a 50 mila euro, è ben più alto, intorno ai 200 mila e comprende una collezione di orologi di grande valore. Dopo aver effettuato posti di blocco per diversi giorni in tutto il basso Varesotto, le indagini dei carabinieri proseguono ora nel più stretto riserbo.
Il sindaco Stefano Candiani che recentemente è stato protagonista di una polemica sulla sicurezza in città, garantisce che «appena saranno catturati i responsabili, il Comune si costituirà parte civile, come prevede la delibera di consiglio comunale approvata prima dell’estate e con la quale vogliamo dichiarare la nostra lotta alla microcriminalità».
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