Scendere in campo coi colori della solidarietà
Padre Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti in pantaloncini e maglietta partecipano ad un'iniziativa in favore dei senzatetto
«Dai Alex, segna per noi!». Un grido come tanti se ne sentono, soprattutto alla domenica, su campi da gioco. Lui si volta, sorride, saluta, ha il sole in faccia e non riesce a raggiungere un passaggio troppo lungo. Ma questa volta non siamo al "Delle Alpi", e l’Alex in questione non si chiama Del Piero. In campo, nel più modesto prato di Via De Gasperi a Castiglione Olona, giocava un altro altro Alex, padre Zanotelli, il missionario comboniano che ha dedicato la vita ad aiutare il prossimo.
E a passargli la palla, sudato, un po’ impacciato ma del tutto convinto di giocare la sua partita è don Ciotti, il prete torinese fondatore della comunità Abele.
A sfidarli una nazionale molto particolare: i campioni del mondo dei "senza fissa dimora", giovani di diverse nazionalità che hanno appena disputato la finale in Svezia, con tanto di coppa al seguito.
Un’iniziativa originale che ha visto una massiccia partecipazione. C’erano tanti volti noti del volontariato, ma anche moltissime persone – alcune centinaia – che hanno riempito il palazzetto di Castiglione Olona.
La partita alla fine è finita tre a tre, con qualche rigore tirato a bruciapelo e molte risate tra che giocava.
Ma la partita più importante la si giocherà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, quando le decisioni del governo keniano, intenzionato a demolire le bidonville di Nairobi, potrebbero portare centinaia di migliaia di persone che vi abitano a dover abbandonare le loro case con la prospettiva di vivere in mezzo ad una strada.
«Una situazione che non riguarda solo il Kenya bensì un sesto della popolazione mondiale – ha spiegato padre Daniele Moschetti, anch’esso comboniano, di Castiglione Olona e che da anni opera in Africa – . Per il momento abbiamo fermato la decisione del governo con un tam tam che ha portato sul tavolo delle autorità settemila firme. La pressione così esercitata dalla società civile di molti paesi ha bloccato le ruspe, ma bisogna continuare per questa strada».
Con questo intento sono arrivati a Varese anche Alex Zanotelli e don Ciotti: per sostenere l’iniziativa "W NairobiW".
«Sempre più spesso si parla di diritti negati – ha spiegato Don Ciotti- . Ma il passo che qui vogliamo fare, purtroppo, vuole sottolineare come ancor prima dei diritti esiste la dignità umana che oggi, più ancora che in passato, viene calpestata, violata, distrutta. Per questo siamo qui, per dire la nostra sui deboli e gli emarginati».
Ma come fare ad accorciare le distanze tra chi ha bisogno di aiuto e chi vuole offrirlo? «La ricetta sta in una vocale – ha affermato don Ciotti – una semplice "e". Questo vuol dire che ci sono io, come singolo "e" gli altri, "e" le associazioni "e" le istituzioni: solo assieme si può "fare": è per questo che oggi siamo qui».
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