Turismo, un’estate da dimenticare. Ma il Varesotto ci riprova
Giornalisti delle principali testate nazionali ospiti del Varese Convention Bureau per visitare le bellezze da promuovere. E intanto gli albergatori "piangono"
Varese provincia turistica. Questo lo slogan che da tempo viene speso per descrivere una delle vocazioni del Varesotto. L’opera di promozione passa anche dalla stampa: e per questo i giornalisti delle principali testate nazionali saranno oggi alle Vile Ponti per conoscere le bellezze di casa nostra.
Ma l’altra faccia della medaglia è una stagione turistica sottotono, per certi versi deludente. Lo dicono le ultime rilevazioni che parlano di un calo di accessi del 6,4 per cento nel Nord Ovest, con addirittura la flessione dell’1,2 per cento delle presenze.
Un dato che viene confermato a livello locale nell’area a maggiore vocazione turistica della provincia, il Lago Maggiore.
«Quest’anno si sono visti pochissimi tedeschi e comunque meno rispetto agli anni scorsi – spiega Giovanni Luatti, albergatore di Maccagno e presidente giovani albergatori della provincia di Varese».
I motivi? «Guardi, sono rientrato da qualche giorno da Genova, reduce dalla due giorni sul Turismo Nazionale. Ovviamente si è parlato anche di questo. E a livello locale è successo esattamente ciò che sta accadendo nel resto del paese. I tedeschi, ma in generale il turismo composto da stranieri, vengono attratti dai vantaggi offerti dal rapporto qualità prezzo, la concorrenza, insomma, di località che un tempo non potevano competere con le nostre, ma che oggi sono convenienti. Nel Luinese, tuttavia, la carenza dei tedeschi è stata in parte colmata da inaspettati arrivi di francesi e olandesi; questi ultimi, in particolare hanno “sconfinato” nella vacanza in albergo, rispetto a quelle che tradizionalmente fanno sfruttando campeggi e aree camper».
E i dati che parlano di un aumento del 5 per cento di arrivi a Malpensa in più rispetto allo stesso periodo (giugno, luglio, agosto) del 2003? Secondo Delio Riganti, proprietario del Jet Hotel di Gallarate e rappresentante albergatori Ascom in Camera Commercio, quest’anno nessuno ha stappato champagne.
«Il motivo è semplice: di fronte anche ad un incremento di arrivi rispetto al 2003, noi albergatori del Basso Varesotto siamo legati a dinamiche che vanno a braccetto con la partenza dei voli charter – spiega Riganti. Se le partenze dei voli non di linea avvengono al mattino presto, allora è possibile beneficiare dei flussi di passeggeri che si muovono per raggiungere l’albergo, in un bacino d’utenza che va dalla Valle D’Aosta a Firenze. Ma se, come quest’anno, le partenze dei charter avvengono nel pomeriggio, allora i viaggiatori preferiscono partire dalle loro residenze in giornata e risparmiare una notte d’albergo. Come è comprensibile, le dinamiche riguardanti il turismo nella zona del Sempione sono ben diverse rispetto a quelle del nord della provincia. C’è da sperare che l’avvento del nuovo polo fieristico di Rho possa sollevare le sorti delle nostre strutture alberghiere che vantano comunque nella zona vicina all’aeroporto la presenza di oltre 2.500 posti letto».
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