Arrestate per trufa due fattucchiere, “diagnosticavano” il malocchio
Le due donne hanno tentato di spillare quattrini ad una coppia della Valceresio utilizzando l'ipnosi
Hanno tentato di truffare una coppia di Arcisate con l’arma del "malocchio" ma gli è andata male. A finire in manette, al carcere femminile di Monza con l’accusa di flagranza di truffa aggravata due donne di 42 e 22 anni.
I fatti si sono consumati ad Arcisate, in Valceresio dove nei giorni scorsi una donna di 38 anni è stata avvicinata da una delle due nomadi, la più giovane.
E proprio la ragazza, con in braccio un bimbo di due anni, avrebbe quasi ipnotizzando la donna, "diagnosticandole" il malocchio e promettendo di toglierglielo per 50 euro.
Con loro dovevano portare due magliette intime e un uovo crudo.
Arrivati all’appuntamento la nomade più anziana ha iniziato un rituale, per dimostrare alla coppia che la moglie era indemoniata da almeno 9 anni, e a farle il malocchio era stata una persona, «con gli occhi verdi e i capelli neri».
Visto lo stupore dei coniugi, la zingara ha aggravato la storia dicendo che lei o la figlia di 10 anni sarebbero morte prima di questo Natale.
Per evitare la tragedia, la truffatrice chiede allora 2 mila euro in contanti, soldi che avrebbe fatto benedire prima di restituirli; 800 euro le vengono subito consegnati.
La vittima è stata quindi contattata sul cellulare dalla nomade che si faceva chiamare Mara, e che insisteva per la consegna di altri 700 euro.
Insieme ai soldi avrebbero dovuto anche portare l’abito da sposa e gli oggetti in oro dei figli.
Dopo due giorni di pressioni la coppia capiva la truffa, concordava la consegna dei soldi e si rivolgeva ai carabinieri di Arcisate.
Al momento della consegna però, entrano in gioco i carabinieri: le banconote da consegnare venivano fotocopiate.
Quando la nomade ha preso la busta dei soldi i militari hanno fatto scattare le manette.
Le due donne si trovano nel carcere di Monza.
La donna, che non aveva i soldi con sè va a casa, incontra il marito e si fa dare la somma pattuita; l’uomo, a quel punto, chiede spiegazioni alla giovane rom che per nulla intimorita dà appuntamento alla coppia nel piazzale di un supermercato di Arcisate per il pomeriggio, dove ci sarebbe stata anche la madre, molto più esperta di lei.
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