Carcere, Gazzada Schianno ricorre al Consiglio di stato
La decisione presa nel corso del consiglio comunale. La Lega si spacca: su tre consiglieri solo uno vota contro
Gazzada Schianno non getta la spugna. Sul “caso” del carcere Il Consiglio comunale di ieri sera ha deciso di ripartire al contrattacco e presentare un ricorso al Consiglio di Stato.
Il mese scorso il Tar aveva rigettato la richiesta di sospensione del progetto del nuovo carcere di Bizzozero presentata a luglio dal comune di Gazzada Schianno, ma l’ipotesi di ricorre a Roma è stata subito presa in considerazione dagli amministratori. E ieri è arrivata la decisione definitiva, approvata da tutti i consiglieri comunali tranne Stefano Frattini, capogruppo della Lega, che ha invece votato contro.
«E’ stato un consiglio comunale piuttosto vivace – spiega il vice sindaco Alfonso Minonzio –. La scelta di ricorrere al Consiglio di Stato non è stata fatta a cuor leggero: sappiamo perfettamente che i costi sono alti e il risultato non è assicurato, ma non potevamo pensare di non giocarci l’ultima carta possibile. La discussione è stata accesa anche perché la Lega, che all’inizio di questa vicenda si era detta contraria alla costruzione del penitenziario su confine tra Gazzada e Varese, successivamente ha ritrattato, dicendo che l’amministrazione varesina ha dato garanzie per il rispetto del nostro territorio.
Ieri sera, la Lega si è spaccata e dei tre consiglieri solo uno, Frattini appunto, ha deciso di bocciare il ricorso al consiglio di Stato. Gli altri due consiglieri leghisti, Marco
Maffiolini e Giovanni Barbieri, hanno invece votato a favore».
Il ricorso, quindi, si farà. Ma contemporaneamente ad un altro passaggio, chiesto espressamente dalla Lega: un tentativo di sedersi al tavolo con Fumagalli e assessori varesini per cercare un compromesso.
«Non l’hanno mai fatto – dice ancora Minonzio – ignorando le nostre precise richieste. Ci riproviamo, visto che Frattini ha garantito che Varese ha deciso di stanziare ben 250 mila euro per la viabilità nella zona di Schianno e 600 mila euro per la via Piana di Luco. Noi progetti non ne abbiamo mai visti, malgrado si stia parlando di casa nostra. A questo punto, visto che abbiamo soltanto 15 giorni, partiamo con il ricorso al Consiglio di Stato, se poi Varese decidessi di cambiare atteggiamento e confrontarsi seriamente con noi potremmo anche decidere di ritirarlo».
Non è un problema politico, ha tenuto a precisare Minonzio, almeno non per quanto riguarda i rapporti con Varese: «La questione è politica solo al nostro interno e riguarda, a questo punto, principalmente la Lega che si è divisa. Con Varese la questione è diversa, il carcere ha una ricaduta sul nostro territorio. Vorremmo poter dire la nostra».
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