«Per Fumagalli ci vorrebbe un secondo tapiro»

Riunione infuocata al comune di Gazzada per affrontare il blocco del traffico pesante in via Piana di Luco. L’amministrazione ha incontrato le associazioni di categoria e molti imprenditori furibondi

«Si sa che il sindaco Fumagalli è sempre in cerca di pubblicità. Lo aiuterò chiedendo a Striscia la Notizia di attribuirgli il secondo Tapiro d’oro». È visibilmente contrariato il sindaco di Gazzada Piero Angelo Brusa che ancora non si capacita delle ragioni che hanno portato il primo cittadino di Varese a bloccare la circolazione pesante in via Piana di Luco.
«Non che noi ignoriamo le condizioni in cui versa quella strada – interviene l’assessore alla viabilità Alfonso Minonzio – è dal 1992, infatti, che sollecitiamo incontri per affrontare la questione. I camion hanno due accessi: uno da via Gasparotto, attraverso un ponte stretto che già limita la circolazione, e uno da viale Borri lungo questa stradina. Il fatto è che qui è sorta una delle due zone industriali previste dal Piano Regolatore di Varese. Ci sono attualmente 25 aziende, 17 delle quali in territorio varesino. Questa decisione ha tanto il sapore di una ripicca legata alla questione del carcere. Ma a chi giova? Il principale danno grava sulle imprese».

All’incontro, organizzato dall’amministrazione di Gazzada, erano presenti le principali associazioni di categoria: Univa, Api, CNA, Asean, oltre ad una schiera di imprenditori che si sentono minacciati: «Se non si troverà una soluzione – spiega uno dei presenti – dovremo affittare il campo sportivo dove scaricare i mezzi pesanti e ripartire la merce su veicoli più piccoli. Ma sapete quanto ci verrà a costare? »

La guerra in atto tra i due comuni confinanti sta vivendo un nuovo capitolo di una storia antica. Oggi è il carcere a dividere i due campanili: «La nostra opposizione non è strumentale – aggiunge Minonzio – Noi chiediamo di sapere quali infrastrutture seguiranno alla realizzazione dell’istituto di pena. Ricordiamo che non esistono collegamenti fognari, che la viabilità è già superintasata e che non è previsto un servizio di trasporto pubblico. Noi da tempo bussiamo a Palazzo Estense per poter capire, come si fa tra bravi vicini, quali conseguenze arriveranno sul nostro territorio. Ma fino ad ora nessuno ci ha mai aperto la porta».

Carcere o no, fatto sta che gli imprenditori sono furibondi: «Noi cosa centriamo con le vostre battaglie?» Così tutti insieme, Comune Associazioni e imprenditori hanno sottoscritto un documento indirizzato direttamente al sindaco Fumagalli in cui si chiede di:

1)    Disporre l’immediata revoca dell’ordinanza che vieta il transito in via Piana di Luco agli autocarri sopra i 55 q.li;

2)    Convocare un tavolo tecnico politico con l’Assessore Provinciale alla Viabilità,  i rappresentanti del Comune di Gazzada Schianno e di tutte le Associazioni di categoria interessate per l’individuazione delle opere che permettano la soluzione del problema viabilistico nell’area  e i tempi di realizzazione delle stesse. 

Giovedì pomeriggio, l’assessore provinciale Baroni riceverà la delegazione di Gazzada. Magari,  in quell’occasione, si potrebbe dichiarare l’inizio di una nuova era, dove il dialogo e la collaborazione lasceranno il posto alle beghe di paese.
Il Gabibbo vegli…..

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Pubblicato il 20 Novembre 2004
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