Per non dimenticare Nassiriya
Lettera aperta del Sindaco Luigi Rosa ai Carabinieri
Come si ricorderà,
il 12 novembre 2003, un kamikaze alla guida di un’autobomba si
faceva esplodere nella base Maestrale, il quartier generale del
contingente italiano a Nassiriya, causando una strage in cui
perdevano la vita dodici Carabinieri, cinque militari
dell’Esercito e due civili, oltre a undici cittadini iracheni.
Un anno fa l’Italia si ritrovò
unita nel dolore per il destino tragico di queste vittime
innocenti: anche Busto fu profondamente scossa da quegli eventi, e
come è solita fare nei momenti più bui, si era ritrovata al
Tempio Civico per stringersi intorno all’Arma dei Carabinieri
per un momento di preghiera e di commemorazione che ho ancora
impresso nella mente.
Fu un momento in cui
tutti si riconobbero nei valori che avevano spinto questi giovani
ad accettare di partecipare ad una missione così impegnativa,
valori che da allora fanno parte del nostro patrimonio morale.
Queste persone erano state infatti chiamate a svolgere un ruolo
delicato, non di conquista e di occupazione, ma di mantenimento
della pace e della sicurezza in una terra segnata da lunghi anni
di violenze e di atti di terrorismo.
Ritengo che fosse e
che sia ancora giusto continuare ad operare perché queste
popolazioni vedano finalmente arrivare la pace e, ad un anno di
distanza da questi tragici fatti, anno purtroppo insanguinato da
altri tragici eventi, sento quindi ancor più forte il dovere di
ricordare il loro sacrificio e quindi di riaffermare senza dubbio
alcuno la necessità che cultura della violenza non debba più
trovare un terreno fertile in cui germogliare.
Il dovere della memoria non
prescinde allora dai gesti e dal sostegno concreto, anche nella
nostra Città.
L’Amministrazione Comunale
sta svolgendo il suo ruolo per poter mettere l’Arma nelle
migliori condizioni logistiche e per poter operare al meglio per
la sicurezza della città: ha dato in concessione un’area di
5.000 metri quadrati per la costruzione della nuova caserma, si è
attivata per sbloccare alcuni intoppi di ordine burocratico e si
è impegnata per rendere più fruibile l’attuale struttura.
Chiudo questo messaggio con un ringraziamento,
doveroso e sentito, a chi ha dato la vita per un popolo in
difficoltà e a chi ogni giorno lavora per garantire che le nostre
attività quotidiane si svolgano serenamente.
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