Polonia e Slovacchia, i nuovi mercati per le aziende varesine

La prima missione di Camera di Commercio e Univa nei paesi dell'allargamento Ue ha dato buoni risultati

La Polonia, prima grande chimera dell’allargamento UE: al seguito delle grandi aziende, che hanno già “adocchiato” il grande paese nel centro dell’Europa (basti pensare alla Whirpool, che ha allargato lì le sue produzioni europee) ora anche le realtà varesine di media e piccola dimensione hanno potuto “toccare con mano” la situazione del paese e le possibilità di business che noi italiani, e in particolar modo le aziende del nostro territorio, possono avviare con loro.

E l’hanno potuto fare grazie a una missione imprenditoriale promossa dalla Camera di Commercio di Varese a cui ha partecipato una delegazione di imprese varesine e dei suoi rappresentanti: l’Unione  degli Industriali della Provincia di Varese e il Consorzio export-import Provex dal 23 al 29 ottobre, primo effetto concreto di quell’international meeting “Oltre L’Allargamento” svoltosi alle Ville Ponti nel mese di Aprile.

Le aziende che hanno partecipato alla missione imprenditoriale erano nove, molto diverse tra di loro per tipo di produzione: tra esse c’è un’azienda cartaria, una che realizza stampi, una manifattura tessile, una ditta di antifurti, una azienda che costruisce macchine utensili: produzioni davvero eterogenee. 
Chi ha avuto maggior successo tra loro? «La più “gettonata” mi è sembrata la ditta di antifurti – spiega Gianluigi Balladore, responsabile dell’Internazionalizzazione della Camera di Commercio varesina e “capo missone” in polonia e Slovacchia –  ma mi risulta che abbia fatto successo anche la manifattura tessile per grandi comunità e l’azienda che si occupa del reimpiego della plastica usata».

Cosa cercavano le aziende?
«Cercavano innanzitutto clienti finali o importatori  – spiega Balladore – in questo senso, la seconda missione ideale potrebbe essere diretta nella zona sud della Polonia, per chi abbia intenzione di vendere le proprie macchine: lì c’è un’alta concentrazione di industrie produttive. Una notizia che è emersa in questa prima missione, e che vale la pena di sviscerare».

Che impressione ne trae, lei,  da questa missione?
«Che ciò che abbiamo trovato è stato in parte diverso da quello che ci aspettavamo prima della partenza. La Polonia è stata per certi versi deludente rispetto alle aspettative: non c’era grande organizzazione e mancava l’entusiasmo e la duttilità che abbiamo trovato invece nella più piccola Slovacchia, che si è rivelata una vera sorpresa. La sensazione netta è che i polacchi stanno ancora cercando un’identità: certamente però non mancano le potenzialità del paese, sia per la struttura e la dimensione del paese sia per la sua capacità economica. Tant’è vero che è una nazione cui gli imprenditori varesini pongono sempre più attenzione».

 
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Pubblicato il 18 Novembre 2004
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