Sciopero nella scuola: prevista un’adesione di massa

Lunedì 15 novembre, i lavoratori del comparto scolastico, docenti dirigente e personale ATA, incroceranno le braccia. I sindacati prevedono una partecipazione dell’80%

Lunedì mattina scuole chiuse in provincia di Varese e in tutt’Italia. L’astensione, che culminerà in una manifestazione nazionale a Roma, è stata proclamata dalle tre organizzazioni sindacali della scuola Cgil, Cisl e Uil e da altre sigle sindacali come l’Ugl.
Tanti e tutti dolenti i motivi della polemica, che, comunque, pongono al centro il tentativo di smantellare la scuola pubblica.
La riforma Moratti, il mancato rinnovo della parte economica di un contratto scaduto nel dicembre scorso, ma anche la finanziaria altamente penalizzante per il comparto e , ultimo ma importantissimo, il tentativo di "regimentare" la scuola attraverso una legge che interviene sullo stato giuridico degli insegnanti: i motivi centrali della polemica.
"Attualmente è in discussione in commissione alla Camera, un disegno di legge che vuole mutare lo stato giuridico della categoria – spiega Marinella Magnoni della Cgil scuola – in questo modo avremmo un inquadramento rigido calato dall’alto (dal Parlamento) che determina competenze, obblighi e remunerazioni, cancellando la contrattazione collettiva, le rappresentanze sindacali di base del corpo docente. Insomma, ci trasformerebbe in soldati rigidamente inquadrati".
In base a questo disegno di legge, verrebbero aboliti gli esami di abilitazione. Gli insegnanti, al termine del ciclo di studi universitario, verrebbero iscritti in un albo all’interno del quale i dirigenti scolastici sceglierebbero i propri supplenti ( addio alle graduatorie). Con il primo incarico si otterrebbe la qualifica di "tirocinante". Dopo due anni di giudizi positivi si diventerebbe "insegnante iniziale". Dopo cinque anni si otterrebbe il grado di "insegnante ordinario". Il passo successivo sarebbe quello di insegnante esperto.
"Si sta cercando di distruggere il sistema pubblico – sottolinea il professor Famiglietti della Cisl – abbiamo registrato un taglio di 70.000 persone e le prospettive future sono ancora preoccupanti. I tagli alla spesa degli enti locali non farà che aggravare una situazione già al limite, con gli studenti che sono chiamati a portare da casa fogli per fotocopie, gessi e persino carta igienica".
"Ci attendiamo un’adesione allo sciopero altissima – commenta il professor Infortuna Giovanni, segretario provinciale della Uil scuola – almeno l’80%. Abbiamo avuto una risposta attenta e preoccupata durante le assemblee che abbiamo organizzato sino ad oggi".
Anche da Varese partiranno un paio di pullman doppi alla volta di Roma. Il mondo della scuola è sempre più nel caos, mentre la Riforma Moratti stenta a decollare anche nel ciclo primario: "La figura del tutor non può essere introdotta – spiega Marinella Magnoni – perchè quando si è aperta la trattativa sindacale ci si è subito accorti che mancano i fondi. Si attenderà che il disegno di legge si trasformi in norma: a quel punto saremo soldati, senza possibilità di replicare".

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Pubblicato il 11 Novembre 2004
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