Aspem Reti: sarà una Spa a gestire fogne e acquerdotti
La decisione passata in consiglio comuanle. Dubbiosa la minoranza: «resta da chiarire il problema della rappresentanza del comune»
“Cassaforte comunale”. La definizione dell’assessore Taddei descrive in maniera esemplare Aspem Reti, la società Spa nella quale si concentreranno i patrimoni industriale ed immobiliare del Comune. Tutto ciò che riguarda acqua, gas e fognature – terreni, fabbricati, reti, impianti – sarà nelle mani di Aspem Reti Spa, società patrimoniale nata nel 2003 da una costola di Aspem.
La decisione di ieri sera è dunque il punto d’arrivo di un percorso che partiva da lontano, con l’obiettivo di sgravare dalle casse comunali l’enorme peso della gestione dei vari impianti. Una scelta dettata dal “patto di stabilità interno” che, riducendo enormemente le possibilità di spesa di un’amministrazione comunale, impediva di fatto la possibilità di fare nuovi investimenti nei settori dell’energia, dello smaltimento rifiuti e della gestione delle reti.
Una scelta strategica di fondo alla quale hanno fatto ricorso molti altri comuni, l’estremo tentativo di non privatizzare del tutto quelle che una volta si chiamavano aziende municipalizzate. Un provvedimento dettato dai tempi, da analizzare tenendo presente il contesto di crisi generalizzata del servizio pubblico, al di là delle scelte politiche ed ideologiche che un’Amministrazione di destra o di sinistra può fare. Non a caso anche chi non condivide in pieno questo percorso, l’Ulivo, ha scelto di astenersi al momento del voto.
Gli esponenti del centrosinistra hanno sottolineato il problema della rappresentanza dell’ente pubblico in Aspem Reti, hanno proposto assieme al Prc che venisse istituita una commissione formata da consiglieri comunali che vigilasse sull’operato della società. L’ordine del giorno in questione è stato respinto in blocco dalla maggioranza, ma ha incassato la significativa astensione del Presidente del Consiglio Sergio Ghiringhelli, segno che la questione della rappresentanza pubblica nella Spa è tutt’altro che risolta.
D’altronde è la stessa delibera finale ad ammetterlo, quando si afferma che «la Giunta comunale predisporrà, d’intesa con Aspem Reti, un piano di riassetto della società medesima, comprensivo delle necessarie integrazioni statutarie e delle modalità di controllo da parte degli organi di governo del comune stesso, da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale». Oltretutto l’ultima parte della delibera, quella relativa all’approvazione da parte del Consiglio comunale, è stata inserita all’ultimo momento grazie ad un emendamento di Agrifoglio, consigliere di Forza Italia, partito che normalmente non guarda al pubblico con grandi simpatie.
Insomma, nonostante le rassicurazioni da parte dell’Assessore per le partecipazioni societarie, Franco Taddei («intenti e priorità di interventi da parte della società sono di assoluta competenza del Consiglio comunale»), il provvedimento adottato ieri sera suscita alcune perplessità un po’ in tutti, da sinistra a destra.
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