Cascina Tagliata: un agriturismo per aiutare le persone svantaggiate
Profondi i danni mentali provocati dalle nuove droghe sintetiche. Il Centro Gulliver sta realizzando un progetto che mira al recupero anche psicologico dei tossicodipendenti
«Sono sempre stato convinto che i nostri ospiti, una volta disintossicati, dovessero riprendere la propria vita. Oggi mi rendo conto che le nuove sostanze sono capaci di provocare seri danni a livello neurologico e mentale. Di qui la decisione di avviare una nuova esperienza del centro Gulliver che accompagni queste persone verso la reintegrazione» Don Michele Barban, cuore e anima del centro che da anni si occupa del recupero dei tossicodipendenti, giustifica così l’ultimo progetto chiamato "Cascina Tagliata", dal nome del rudere che, una volta restaurato, diventerà la sede di una cooperativa sociale che si occuperà di agricoltura ma anche di turismo.
Il progetto ha già ottenuto il finanziamento dal CRES ( Centro Risorse Economiche Sociale) di 105.128 euro più un altro contributo di 11.740 euro da parte della Fondazione Cariplo. Quei fondi sono stati impiegati per realizzare lo "start up" di quest’iniziativa che vede nella coltivazione dei terreni attigui al centro di recupero di Bregazzana, il nucleo centrale del progetto.
«Quei soldi sono stati utilizzati per studiare il progetto – spiega don Michele – per individuare le coltivazioni possibili, la fertilità degli appezzamenti. Ora abbiamo sottoposto il progetto alla Fondazione Cariplo sperando in un nuovo finanziamento. La nostra idea si inserisce nella rivalutazione del Parco del Campo dei Fiori e , vista la ricorrenza dei 400 anni del Sacro Monte, speriamo di riuscire a convincere la Fondazione».
Per realizzare l’intera opera occorrerebbe almeno un milione di euro: l’opera muraria è la più onerosa perché si tratta di restaurate una cascina ridotta ormai a un rudere. All’interno della cascina troverebbero sistemazione alcuni ragazzi, circa 8, che, disintossicati e recuperati, non hanno ancora riacquistato stima e fiducia in sé stessi e non sono in grado di esprimere una propria progettualità: «Questa esperienza sarebbe una sorta di cuscino. Pr due anni, le persone sarebbero chiamate a fare lavori a ritmi meno travolgenti, in un ambiente famigliarei dove si sentono tutelati».
La cooperativa vedrà partecipare ex tossicodipendenti e operatori del centro Gulliver, oltre a maestri di lavoro ed esperti nelle varie attività che verranno svolte. I partecipanti lavoreranno in funzione della produzione agricola ma saranno anche impegnati a incentivare e diffondere tra la popolazione la conoscenza di queste zone di sicuro pregio dal punto di vista paesistico.
«Non averi mai pensato che sarei arrivato a progettare un’iniziativa simile. Ma il "progresso" ormai ce lo impone. L’offerta di occasioni di integrazione in maniera non assistenzialistica è l’unica possibilità per concludere un cammino di recupero psicologico che ormai deve affiancare il recupero fisico. Speriamo di trovare amici e sostenitori che condividano questo progetto: con piccoli aiuti economici e con volontari con esperienza per avviare il restauro della cascina».
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