Sea non bloccherà gli aerei di Volare
Domani il Cda della Sea deciderà se concedere le liberatorie alla compagnia gallaratese. In mattinata presidio di dipendenti al Terminal 2
Sea non bloccherà gli aerei di Volare. È questa la notizia che resserena gli animi di dipendenti e passeggeri della compagnia aerea in crisi. Per le liberatorie si dovrà aspettare il Cda di doamni, mercoledì 22 dicembre. Non gioiranno di certo i 110 passeggeri del volo Malpensa-Mauritius che sono rimasti a terra. Alcuni, pochi, hanno accettato un volo sostitutivo per Zanzibar o per
Cancun, altri, la maggior parte sono tornati a casa arrabbiati e decisi a denunciare Volare Group. Le dichiarazioni al vetriolo della Cgil nei confronti di Sea sono state confermate questa mattina, martedì 21 dicembre, dai dipendenti di Volare intervenuti al presidio organizzato dal sindacato per protestare contro la presa di posizione della Sea, che ha impedito l’arrivo dell’aeromobile di Volare. Davanti al Terminal 2 di Malpensa, di fronte agli uffici Sea, si sono riunite una settantina di persone.
Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali, ad inizio mattinata, intorno alle 11, erano sulla falsa riga di quanto dichiarato ieri, lunedì 20 dicembre: «La situazione è grave e paradossale – ha ribadito Franco Fedele, segretario generale della Filt Cgil Lombardia – gli impedimenti procedurali che sono comparsi all’improvviso sono responsabilità della Sea e la Sea deve rispondere di questo. Devono dare le liberatorie per poter far volare gli aerei di Volare Group. Faremo manifestazioni fino a che non trovano una soluzione alla situazione di stallo. Questa è una manifestazione per Volare, non contro la Sea, ma la Sea c deve aiutare a non far fallire Volare». Franco Brioschi, responsabile regionale del trasporto aereo di Cgil, individua nelle istituzioni le reali responsabili della situazione di Volare: «È incredibile che Sea, azienda che appartiene per l’84 per cento al Comune di Milano, abbia assunto la decisione di non far ripartire la società. È un clamoroso autogol politico e istituzionale. Lo stesso Bencini deve spiegare come è possibile che il suo management dica una cosa e lui ne dichiari un’altra. È la classica contraddittorietà della politica italiana, ma questa storia deve finire in maniera positiva per i lavoratori di Volare».
Intorno a mezzogiorno una delegazione composta da Flavio Nossa, della segreteria provinciale di Cgil, Franco Fedele, segretario generale della Filt Cgil Lombardia e Rita Brizzaldi, delegata sindacale di Cgil per i dipendenti di Volare, ha incontrato i vertici della Sea. Dall’incontro sono scaturite novità importanti per la compagnia, che danno un po’ di fiducia ai dipendenti su una pronta ripartenza di Volare: «La Sea ha dichiarato che non bloccherà gli aerei che atterreranno oggi o domani a Malpensa e che deciderà nel Cda di domani, mercoledì 22 dicembre se concedere o meno le liberatorie a Volare Group. Ci aspettiamo che concedano i permessi, siamo ottimisti. Con due giorni di ritardo Volare potrà ripartire. Se non dovesse succedere, la Sea avrebbe una responsabilità enorme: il fallimento inatteso della compagnia sarebbe da attribuire a chi ha posto ostacoli improvvisi e di natura procedurale. L’azienda deve resistere. L’atmosfera che si respirava ieri e nella mattinata di oggi era di rassegnazione: non bisogna mollare per far ripartire Volare. Se gli ostacoli non saranno superabili, manifesteremo ancora e più duramente, contro Sea e i padroni di Sea». Flavio Nossa ha sottolineato «l’importanza di rimanere uniti. Insieme si vince la battaglia per Volare. Ci vuole l’appoggio di tutti, Provincia, Regione e Governo, per Volare, per i suoi 1350 dipendenti e per i dipendenti dell’indotto. Volare sta per ripartire, non si può bloccare questo processo sul nascere».
Domani alle 14.30, in contemporanea con la riunione del Cda di Sea, i lavoratori di Volare Group saranno di fronte agli uffici della società per dimostrare pacificamente che la compagnia non deve fallire.
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