Bestie di Satana, Elisabetta Ballarin resta in carcere
«Le motivazioni date dal gup Zoncu sono solo apparenti» lamenta l'avvocato Cramis, legale della ragazza, che ricorrerà presso il Tribunale del Riesame
Elisabetta Ballarin resta dietro le sbarre. Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Maria Greca Zoncu, respingendo la richiesta presentata dall’avvocato Francesca Cramis, legale della ragazza, tesa a farle ottenere gli arresti domiciliari.
L’ordinanza del gup Zoncu elenca tre ordini di motivazione per negare i domiciliari alla Ballarin, ossia il pericolo di fuga, quello di inquinamento delle prove ed infine il pericolo di reiterazione del reato. La reazione dell’avvocato Cramis non si fa attendere. «Faremo ricorso presso il Tribunale del Riesame, e anche se dovesse darci torto, almeno avremo delle motivazioni concrete, e non apparenti e prive di sostanza come quelle avanzate dal gup» dichiara la legale a Varesenews.
«Si parla di pericolo di fuga, ma una ragazzina di diciannove anni dove scappa?» si chiede l’avvocato Cramis. «L’inquinamento delle prove, poi, è un pericolo inesistente: le "prove" sono le confessioni di Volpe – che è in cella e ci resterà – e quelle della stessa Elisabetta. Il gup motiva la negazione degli arresti domiciliari con il comportamento a suo dire omertoso della ragazza, teso a coprire responsabilità proprie ed altrui. Ma, in ogni caso, come farebbe ad inquinare le prove, se prove inquinabili non ce ne sono?»
Anche sul rischio di reiterazione del reato, la legale appare quantomeno scettica. «Quando ha preso parte al delitto Pezzotta Elisabetta era completamente succube di Volpe e sotto l’effetto di stupefacenti». Difficile dunque, secondo l’avvocato Cramis, che, in condizioni completamente mutate, la Ballarin possa compiere di nuovo simili atti. Ricordiamo che alla ragazza è contestato il concorso in omicidio, anziché il semplice favoreggiamento richiesto dalla difesa, per aver preso parte al seppellimento di Mariangela Pezzotta, finita a badilate da Nicola Sapone.
In conclusione, si potrebbe interpretare la decisione del gup Zoncu come motivata dalla gravità del crimine cui la ragazza ha preso parte e dalla pressione della pubblica opinione, più che dalle esigenze cautelari citate nell’ordinanza. Su questi delicati temi ora la parola passa al Tribunale del Riesame.
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