Da Busto alla Catalogna, l’arte di recuperare le aree industriali dismesse
A confronto al Salone del Tesssile metodi e obiettivi dei Comuni di Busto Arsizio e Terrassa (Catalogna)
Il Salone del Tessile, tra i suoi molti eventi, ha proposto sabato pomeriggio alle 14,30 un interessante convegno sul tema del recupero delle aree industriali. Nella società postmoderna attuale, questa attività si sta sempre più dimostrando un compito urbanistico primario per qualsiasi città con una lunga storia industriale alle spalle.
A discutere metodi, obiettivi e risultati di questi sforzi erano rappresentanti del Comune di Busto Arsizio e del comune catalano di Terrassa, presso Barcellona. Assente il Sindaco Luigi Rosa, influnzato, l’assessore anziano Franco Mazzucchelli ha citato il recupero dei siti industriali dismessi come fenomeno di grande valenza sociale e che fa ormai parte della più rcente storia cittadina. L’esempio portato da Mazzucchelli è quello relativo al Museo del Tessile, ricavato sul sito del Cotonificio Bustese. Oggi, presso il Museo del Tessile, sta sorgendo inoltre un centro cinematografico dalle grandi potenzialità, di cui l’amministrazione è particolarmente orgogliosa. «Abbiamo una strumentazione tecnica modernissima per la nostra piccola Cinecittà, e speriamo possa dare lavoro a molti, avendo bisogno di tecnici, elettricisti, carpentieri e mlte altre figure professionali» ha detto Mazzucchelli.
L’architetto Luigi Ciapparella, per il Comune di Busto, ha citato anche il recupero dei Molini Marzoli quale sede dell’Università dell’Insubria e dell’incubatore di imprese; l’ospite venuto dalla Spagna, Domenec Ferràn i Gòmez, direttore del Museo di Terrassa, ha invece messo in luce le esperienze locali. La città di Terrassa, oggi circa centomila abitanti, nell’Otto-Novecento ha vissuto sul tessile come Busto, ed oggi sta riconvertendo molte strutture industriali, ma in un’ottica più "sociale" e meno strettamente produttivistica rispetto a quanto avvenuto da noi. Infatti, a Terrassa, le vecchie fabbriche in disuso sono diventate altrettante scuole, musei, e perfino il nuovo Municipio.
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