Formigoni sale sul treno (in ritardo) dei pendolari

Sortita del presidente della Regione che questa mattina è salito a Legnano sul treno diretto verso il capoluogo. I sindacati: «Una parata elettorale, senza grandi investimenti non si risolveranno i problemi»

Una conferma diretta che qualcosa non va nel pianeta pendolari, Roberto Formigoni l’ha avuta questa mattina, quando, alla stazione di Legnano, il treno che doveva portarlo a Milano è partito con cinque minuti di ritardo, e all’arrivo a Milano tre porte sul convoglio non si aprivano. La sortita di Formigoni, che ha preso il treno alle 7.56 dalla stazione dell’hinterland è dovuta alla maxi protesta che ieri ha bloccato i treni sulla Milano-Torino; l’intento era infatti quello di verificare la qualità del servizio offerto da Trenitalia.

«Dai nostri dati – ha spiegato Formigoni, come riportato al sito corriere.it/vivimilano – il contratto non risulta onorato. Lunedì prossimo incontrerò nel mio ufficio il presidente e amministratore delegato del gruppo Elio Catania. La Regione ha firmato ormai oltre un mese fa un contratto con Trenitalia che si è impegnata, per esempio sulla linea che abbiamo percorso oggi, a fare tutti treni con carrozze biplanari. Ma il problema maggiore dei pendolari è la carenza di carrozze e spesso in molti non riescono a salire per la mancanza, non solo di posti a sedere, ma di spazio fisico dove rimanere anche in piedi».

«E’ stata una parata elettorale – ha commentato Emilio Savino, segretario della Filt Cgil di Legnano e pendolare, che era per caso sul treno -. Formigoni ha fatto un rapido giro per le carrozze, si è fatto vedere dai viaggiatori e poi a Milano è sceso. Quello su cui è salito stamattina, salvo un lieve ritardo, era un treno “tranquillo”, invito il governatore a prendere il Pioltello-Varese, quello che ferma a Repubblica alle 18.31: così si renderà conto davvero delle condizioni in cui dobbiamo viaggiare».

«Prendo atto che dopo anni di denunce inascoltate sui disservizi delle ferrovie in Lombardia, il Presidente Formigoni è dovuto salire su un treno per verificarne qualcuno – è stato invece il commento di Franco Fedele, segretario regionale della Filt-Cgil Lombardia . L’inefficienza di Trenitalia si sposa con i gravi ritardi della Regione sulle grandi opere infrastrutturali. Le scelte annunciate, quali quella di sospendere i pagamenti a Trenitalia per non aver onorato il contratto, sono solo palliativi.Senza grandi investimenti, che l’azienda e la Regione devono assolutamente stanziare, non si risolveranno i problemi».

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Pubblicato il 12 Gennaio 2005
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