Il Campo dei Fiori è Parco Naturale
All'approvazione definitiva manca solo la ratifica del consiglio regionale. La nuova denominazione per 3000 dei 5400 ettari complessivi dell'attuale parco
La Lombardia avrà un nuovo parco naturale, quello del Campo dei Fiori. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla qualità dell’ambiente, Franco Nicoli Cristiani, ha approvato il progetto di legge che istituisce il nuovo parco naturale, provvedimento che fa seguito all’approvazione del Piano territoriale di coordinamento (PTC), varato nel maggio 2004, dove si erano individuate le proposte di perimetro del parco stesso.Il parco varesino fa seguito ai cinque altri parchi naturali istituiti in questo ultimo biennio: dell’Adda Nord, della Valle del Ticino, del Monte Barro, dell’Adamello e dell’Alto Garda bresciano.
«Siamo assolutamente soddisfatti della notizia, anche perchè noi siamo stati l’unico ente parco che ha approvato all’unanimità la trasformazione di alcune dei nostri territori a parco naturale – commenta Giovanni Castelli, presidente del parco campo dei Fiori (a sinistra nella foto, con salvatore Furia) – La delibera di giunta è un passo importante, a cui speriamo segua presto, con la ripresa dei lavori dopo le festività l’approvazione definitiva da parte del consiglio regionale».
Il parco naturale, che non corrisponde a tutta l’estensione del Parco Regionale che ha vent’anni ed è di 5400 ettari, ha una superficie di circa 3.000 ettari ed è nei Comuni di Barasso, Bedero Valcuvia, Brinzio, Castello Cabaglio, Cocquio Trevisago, Comerio, Cuvio, Gavirate, Induno Olona, Luvinate, Orino, Valganna e Varese corrispondenti alle sette riserve naturali all’interno del parco regionale. A nord e nord-ovest il parco è definito dalla Valcuvia, ad est è delimitato dalla Valganna ed a sud dalla città di Varese e dalla statale che conduce a Laveno. In generale sono parchi naturali aree di alto valore naturalistico ed ambientale che creano un sistema omogeneo ricco di valori paesaggistici, artistici e di tradizioni culturali delle popolazioni locali, e subiscono dei vincoli molto più restrittivi che le aree di parco regionale "generico".
«Per questo abbiamo chiesto lo status di parco naturale solo per una parte del parco, che corrisponde alle riserve naturali – spiega Castelli – cosicché al di fuori di quelle aree, e in particolare in quelle parti particolarmente urbanizzate del parco la gente possa continuare a vivere, ma che all’interno delle aree di riserva la protezione della biodiversità diventi massima».
Cosa cambierà nel Parco Campo dei Fiori, con l’approvazione dello status di parco naturale per i 3000 etteario delle riserve?
«Tutto e niente. Ma soprattutto, i particolari di questi limiti verranno dettati dal regolamento del Parco, che saremo chiamati a stilare dopo la definitiva approvazione da parte della Regione».
Il parco Campo dei fiori ha una ricca quantità di luoghi di grande importanza naturalistica: il lago di Ganna, complesso ben conservato di habitat idro-igrofili, rilevanti da un punto di vista floristico-vegetazionale; il Monte Legnone e Chiusarella, sito di 750 ettari, sito costituito dai due monti di natura calcareo-dolomitica caratterizzati da una serie di habitat tipicamente termofili; il versante nord del Campo dei Fiori, 1.312 ettari, sito interessante da un punto di vista naturalistica con una varia componente faunistica, paludi calcaree e foreste alluvionali; le Grotte del Campo dei Fiori, 895 ettari ad una quota tra i 500 ed i 1.250 metri, con la presenza di fenomeni carsici, campi solcati, doline e grotte; il Monte Martica, sito di 1.055 ettari, con ben conservati habitat di querceti acidofili e praterie, che presenta una ricca e ben differenziata fauna formata da uccelli nidificanti e migratori.
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