Magnano furioso: «Nessuno ci ha messo la faccia»

Il coach argentino critica duramente la prestazione della squadra. Ma a finire sotto accusa sono anche alcune sue scelte

Dopo il –30 di Gerusalemme, il –25 casalingo contro Teramo. Per Ruben Magnano si tratta sicuramente dei giorni più difficili da quando è a Varese. La stessa squadra che solo la settimana scorsa conquistava l’accesso alle “Final eight” di Coppa Italia, oggi appare inconsistente in attacco ed assolutamente inesistente in difesa.


«E’ difficile capire cosa succede nella testa del singolo giocatore – afferma il coach argentino – ognuno dovrebbe cercare dentro di sé le spiegazioni di questo atteggiamento. Questa sera nessuno in nessun momento ha voluto mettere la faccia per la squadra». Sicuramente la squadra ha affrontato la partita con un approccio molle e a tratti perfino rinunciatario, ma questa volta a finire sotto accusa sono anche alcune scelte dello stesso Magnano, che infatti subito dopo corregge il tiro delle sue parole: «La responsabilità della sconfitta ricade su tutti, me compreso». All’allenatore campione olimpico viene contestata in particolare la scelta di tenere in panchina per tutto il secondo tempo Cal Bowdler, autore di una discreta prima frazione. «Ho preferito schierare un lungo atipico come De Pol, perché ci serviva qualcuno che aprisse il gioco e fosse pericoloso anche dal perimetro»  prova a difendersi Magnano.

Un’altra mossa che non è piaciuta neanche al pubblico di Masnago è stata il continuo insistere sui pessimi Farabello e Becirovic, poco lucidi in regia e letteralmente impazziti in difesa contro il mattatore della serata, Tyson Wheeler, autore di 26 punti e 4 assist. Forse conveniva puntare prima su Bolzonella, entrato solo a gara già ampiamente compromessa, ma anche su questo punto Magnano ha la risposta pronta: «In difesa abbiamo provato di tutto, ho anche invertito le ali con i play, ma non è servito a nulla. Non è la prima partita in cui soffriamo i piccoli avversari, dobbiamo lavorare molto su questo aspetto». Già, lavorare: proprio come invitava a fare il pubblico a fine partita.

Tutt’altra musica ovviamente in casa Teramo, dove coach Cesare Pancotto si lascia trasportare da un’euforia garbata ma ben rintracciabile nelle sue parole, pronunciate con quel filo di voce che gli è rimasto dopo quaranta minuti passati ad urlare: «Abbiamo avuto una grande intensità difensiva ed abbiamo fatto le scelte giuste in attacco: una partita perfetta. Siamo stati davanti fin dall’inizio, e questo è importante perché ti dà fiducia e permette di imporre il tuo ritmo all’incontro. Sono davvero soddisfatto: per me è un onore impormi in una piazza prestigiosa come Varese, contro la squadra di cui da ragazzo ero tifoso». Spazio poi alle considerazioni più tecniche: «Abbiamo impostato il match partendo dall’area dei tre secondi, provando a sfruttare la nostra superiorità nel reparto lunghi. Bisognava limitare Nolan raddoppiandolo, anche a costo di correre qualche rischio in più dal perimetro: una scelta che si è rivelata vincente. La chiave della partita». Complimenti a  Teramo e coach Pancotto, da oggi a pari punti in classifica con la Casti Group.

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Pubblicato il 17 Gennaio 2005
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