Maroni: «Usciremo dalla crisi del tessile»
Lettera del Ministro del Welfare agli organizzatori del Salone del tessile: la sfida vera nel contrasto alla «concorrenza sleale» dei paesi come la Cina
«Il settore tessile in Italia, e in particolare nella provincia di Varese sta vivendo un momento difficile. Per sostenere tale settore, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato una misura tampone che consiste nell’estensione della cassa integrazione alle imprese con meno di 15 dipendenti e all’imprese artigiane. Questi ammortizzatori sociali finora venivano concessi solo alle grandi imprese. Si tratta dunque di una novità molto importante, che le piccole e medie imprese aspettavano da anni».
Parole del Ministro del Welfare, Roberto Maroni, che ha scritto una lettera alla Provincia di Varese e alla Camera di Commercio dopo essere stato costretto a dare forfait al primo dei convegni in programma al Salone del Tessile. La manifestazione si chiuderà domenica e Maroni ha comunque deciso di intervenire sul delicato argomento della crisi del settore.
«Già nel corso del 2004 in diverse regioni colpite dalla crisi del tessile (la Provincia di Bergamo, il Piemonte, la Toscana e altre) hanno potuto beneficiare di questo provvedimento – prosegue il ministro nella lettera inviata agli organizzatori -. L’erogazione dei contributi avviene previa costituzione di un tavolo coordinato dalla Provincia a cui partecipano tutti i soggetti interessati e il Ministero del Welfare è pronto ad intervenire non appena tale tavolo sarà attivato. Questo è quanto potevamo fare subito e abbiamo fatto. Ma la sfida vera risiede nel contrasto alla concorrenza dei Paesi sleali, in primo luogo la Cina. Tale lotta è possibile, fin da oggi, intensificando i controlli alle dogane (e da questo punto di vista c’è già stato un giro di vite al porto di Napoli)».
«Tuttavia, la strada principale è l’intervento a livello europeo che prevede, da una parte, l’obbligo del riconoscimento dei prodotti, in modo da consentire ai consumatori di conoscere esattamente dove vengono fabbricate le merci e quale sia il loro livello di qualità – conclude Maroni -. Dall’altra, è necessario che l’Unione Europea assoggetti alcune merci provenienti dai Paesi che praticano la concorrenza sleale ad una serie di procedure di protezione contro il dumping economico e sociale, di cui già oggi godono oltre 60 prodotti su richiesta di Germania, Francia, Regno Unito e altri Paesi del Nord Europa. Per queste ragioni ho chiesto al Presidente del Consiglio di attivarsi affinché al vertice UE di marzo avanzi una proposta per attivare un procedura in tal senso».
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