Secondo il sindacato Unia l’incidente del San Gottardo era prevedibile

Il sindacato svizzero accusa i finanziatori del progetto di aver trascurato le misure di sicurezza, nonostante i suoi continui richiami. Intanto la polizia scientifica cerca le cause dell’incidente

A pochi giorni dall’incidente ferroviario di venerdì 21 gennaio, che ha causato la morte di due italiani impegnati nella costruzione della Galleria del San Gottardo, il sindacato Unia ha preso una posizione fortemente critica nei confronti dell’associazione padronale. Il sindacato, infatti, ricorda di aver evidenziato ben prima dell’incidente alcune trascuratezze nel campo della sicurezza, e di aver “appositamente elaborato  un ampio progetto per  delle commissioni sicurezza e salute”.

“Per delle ottuse chiusure ideologiche”, prosegue Unia nel comunicato, “l’associazione padronale si è sempre opposta a queste proposte. Puntualmente dopo ogni incidente Unia è intervenuta presso l’Associazione padronale  ed i committenti riproponendo il rafforzamento delle misure di sicurezza e il coinvolgimento dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali nelle strutture di sicurezza. Fino ad oggi senza successo”. Ora il sindacato intende chiedere l’intervento della Delegazione di vigilanza delle Camere federali, per organizzare un incontro con tutte le parti, al fine di assicurare tempestivamente la sicurezza dei lavoratori.


Nel frattempo proseguono i sopralluoghi degli specialisti, per capire quali siano state le vere cause dell’incidente sul cantiere Alptransit. Pare che i primi rilevamenti della polizia scientifica abbiano individuato un guasto al sistema di gestione elettronica degli scambi. La dinamica dell’incidente, infatti, ha visto un treno cambiare improvvisamente corsia, urtando un vagone fermo che, per il contraccolpo, si è messo in moto, uccidendo due operai italiani: il 24enne Salvatore Di Benedetto, residente a Giubiasco, e il 30enne Andrea Astorino, domiciliato a Rivera.

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Pubblicato il 24 Gennaio 2005
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