Folla a Laveno per l’addio a Davide

Musica, poesie e striscioni per l'estremo saluto al giovane.

Un corteo lungo e composto, rotto dalla musica e accompagnato da striscioni e fumogeni ha attraversato le vie principali di Laveno per dare l’addio a Davide Musci, il 28enne scomparso in un incidente stradale all’altezza del passaggio a livello del Gaggetto.

Un migliaio, forse più, le persone di tutte le età che hanno voluto stringersi attorno a Roberta, Giuliano, Maura, Jomara per condividere con loro un momento di sofferenza ma anche per sottolineare la necessità di continuare a perseguire gli obiettivi che Davide, insieme con gli amici, si era prefisso.

 Il corteo si è snodato lungo via Labiena ed ha avuto il primo e forse più intenso attimo di raccoglimento presso l’imbarcadero. Dal molo un gruppo di amici del giovane ha fatto salire in cielo la scritta “Ciao Davide”, spinta verso l’alto dai palloncini colorati ed accompagnata dalle note di De André. Quelle stesse note – è stato ricordato più tardi – che accompagnavano “Tato” nei suoi viaggi a bordo del Bedford arancione con il quale si recava (e spesso apriva) alle manifestazioni politiche. Più tardi, quando il fiume umano si è diretto verso il luogo dell’incidente, sono state le note dei canti della Resistenza – da “Bella Ciao” a “Fischia il vento” – a risuonare lungo la strada, sostituendo quelle di Bandabardò, Gianna Nannini, Noir Desir. 

Al termine del corteo, nel cortile del Circolo dove era presente la salma, la musica ha lasciato il posto alle parole di chi aveva conosciuto Davide, di chi lo aveva frequentato e di chi ha condiviso con lui i momenti di gioia, quelli di lotta e quelli di sconforto. Ragazzi (e non solo) con gli occhi lucidi ma spesso con il sorriso sulle labbra, quel sorriso che insieme allo sguardo profondo non mancava mai sul volto di Davide.
Proprio in questi momenti è stato sottolineato il messaggio della  manifestazione di oggi: invitare le persone a confrontarsi, ad avvicinarsi, a creare qualcosa di utile, senza perdersi in eccessi dannosi per sé e per gli altri. Aprirsi alla vita, senza paura di amare le alternative che si costruiscono. Come Davide faceva e come avrebbe continuato a fare.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Febbraio 2005
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