Squillo a Varese, parlano rumeno le “coccole” a pagamento
Vengono dall’Ucraina, dalla Romania e dalla Moldavia le prostitute sempre più spesso la centro di controlli delle forze dell’ordine. Tra i clienti, più o meno noti, uomini di tutte le età
L’ultimo blitz, di qualche ora fa, rimanda più al degrado delle periferie cittadine che non all’attività “commerciale” vera e propria, quella in casa, o tra i velluti e le luci dei night. Due prostitute, una rumena e una proveniente dalla Nigeria, sono state fermate dai carabinieri di Tradate. L’accusa è quella non aver rispettato la legge sull’immigrazione: sono state pizzicate sul ciglio di una strada mentre si prostituivano.
Una scenetta ricorrente in molte zone della provincia, un fatto che rappresenta una piccolissima fetta del mondo delle squillo, che non è neppure tanto sommerso. Oltre alle attività per le strade, forse quelle più visibile, ve ne è difatti una parallela che vive attraverso i numerosi annunci che fanno capolino sulle pagine dei quotidiani, tra i messaggi “personali” e le offerte immobiliari.
Provando a contattare alcune di queste signore, appare frequentissimo l’accento che viene dall’est, spesso dalla Moldavia, dall’Ucraina, anche dalla Romania. E rumene erano le prostitute fermate appena qualche settimana fa dalla polizia di Varese. Un giro che partiva dai paesi d’origine, per proseguire in Italia grazie a compiacenti mediatori che si occupavano di “piazzare” le ragazze nei night e in locali notturni della città.
E qui il fenomeno sfocia nella sua natura forse più sommersa, ma non per questo immune dalle attività investigative della magistratura e dalle retate delle forze dell’ordine. Diversi sono stati i locali caduti nella morsa dei controlli, dove assieme a cittadini comuni, ma con danaro da spendere, spesso sono stati notati anche nomi di facoltosi imprenditori, o addirittura di insospettabili uomini politici locali. La voglia è sempre la stessa: quella di trasgredire, a volte anche a scapito di giovanissime – le indagini della questura di Varese su locali della provincia parlavano di ragazze appena maggiorenni – che sperano in un futuro migliore varcando i confini del loro paese per trovarsi in mezzo ad una strada.
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