Biblioteca in festa nel nome del Morazzone
Il progetto di un sito dedicato al pittore sarà presentato domenica 20 marzo in occasione dell'Open day della biblioteca
La biblioteca di Morazzone festeggia l’open-day dedicandolo all’arte. Domenica 20 marzo, festa nazionale delle biblioteche, oltre ad un’apertura straordinaria delle sale di lettura per grandi e piccini (dalle 10 alle 13,15) l’assessorato alla cultura ha organizzato presso il salone di via XXVI agosto una mostra di dipinti ad acquerello a cura dell’associazione A.D. Diorama, e una mostra di cartoline d’epoca sul paese, curata dalla Pro Loco. Ma il momento culminante della giornata sarà la presentazione del progetto per la realizzazione di un sito internet e di una sala telematica sul personaggio più famoso del paese: il pittore Pier Francesco Mazzucchelli, detto "Il Morazzone", una tra le figure più importanti del Seicento lombardo.
Nato a Morazzone nel 1573, Pier Francesco Mazzucchelli iniziò l’apprendistato in giovane età, a Roma, nella bottega del Cavalier D’Arpino dov’era presente, in quegli anni, anche il Caravaggio.
Le sue prime opere furono gli affreschi di S. Silvestro in Capite a Roma, città da cui fuggì improvvisamente a causa di una relazione per tornare in terra lombarda dove iniziò a lavorare alla Cappella del Santo Rosario nella basilica di S. Vittore in Varese.
Tra il 1602 e il 1606 lavorò al Sacro Monte di Varallo e, negli stessi anni, ai quadri della vita di S. Carlo Borromeo per il Duomo di Milano.
Nel 1609 affrescò la Cappella della Flagellazione al Sacro Monte di Varese, per tornare subito dopo al Sacro Monte di Varallo, ed al Sacro Monte di Orta, dove affrescò la Cappella della Porziuncola.
Per la basilica di S. Vittore a Varese, dipinse gli affreschi delle pareti e i quindici rami del Rosario per la Cappella omonima, ed una tela con la Maddalena trasportata in cielo.
Negli ultimi anni della sua vita, dimorò a Milano, più volte chiamato da Federigo Borromeo.Tra il 1622 e il 1623, invitato alla Corte di Mantova, rifiutò gli incarichi perchè malato. Morì nel 1626 lasciando incompiuti affreschi nel Duomo di Piacenza, terminati poi dal Guercino.
A questo illustre concittadino, il sindaco di Morazzone Giancarlo Cremona e l’assessore alla cultura Matteo Bianchi vogliono dedicare un sito e una sala telematica. L’iniziativa sarà presentata nel corso di una conferenza stampa, in programma domenica mattina (20 marzo) alle 10 al salone di via XXV Aprile dal professor Andrea Spiriti, coordinatore del progetto, e dal professor Gaetano Lanzarone dell’Università dell’Insubria.
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