La compostezza dei polacchi. L’organizzazione degli italiani
Il resoconto di un volontario della Protezione Civile di Varese partito alla volta di Roma in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II

«Siamo partiti alla volta di Tor Vergata Mercoledì sera. Dal momento del nostro arrivo fino a Domenica pomeriggio abbiamo lavorato ininterrottamente ad un ritmo massacrante». Con queste parole, Carlo Botti, volontario, racconta l’esperienza vissuta in questi giorni a Roma dal Gruppo della Protezione Civile della Provincia di Varese.
Sig. Botti, in quali attività la Protezione Civile di Varese è stata impegnata nei giorni dell’emergenza?
«Sotto il coordinamento del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, abbiamo montato, per tutta la giornata di Giovedì, oltre 900 tende da campo. Venerdì mattina, all’alba, ci hanno portato a Piazza San Pietro, dove, assieme ad altri volontari e alle forze dell’ordine, ci siamo disposti per contenere la folla, distribuire acqua e, dopo le esequie, facilitare il deflusso dei pellegrini. Nel pomeriggio siamo tornati a Tor Vergata, dove, fino a Sabato, abbiamo smontato le tende. Siamo tornati a Varese domenica mattina».
Quali sono le immagini e i momenti che più le sono rimasti impressi?
«Tor Vergata ha ospitato circa 30.000 persone. Erano tutti giovani, per lo più polacchi, e sono rimasto stupito della loro compostezza. Educati, gentili, non si sono mossi per due giorni per paura di perdere le posizioni guadagnate davanti ai maxischemi. Nonostante il nostro impegno, sono stati giorni durissimi per tutti, eppure quei giovani sembravano timorosi anche quando venivano a chiederci cibo od acqua. Non hanno smesso di ringraziarci nemmeno sulla via del ritorno. In autostrada, ogni volta che incontravamo un pullman polacco, ricevevamo profusioni di affetto e di gratitudine con una spontaneità facilmente riscontrabile nei nostri giovani».
Ha avuto la possibilità di assistere ai funerali del Santo Padre?
«Fortunatamente sì, e l’esperienza è difficilmente spiegabile a parole. Lo sventolare di migliaia di bandiere bianche e rosse, quell’applauso spontaneo che, dopo la fine dell’omelia, ha avvolto Piazza San Pietro, l’intera città di Roma e le piazze di tutto il mondo, quel senso di angoscia e di commozione che aleggiava su tutti noi. Ricorderò per sempre quest’esperienza: come volontario, come cittadino italiano e come cristiano».
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