Malpensa e Lugano-Agno, una partnership per l’Insubria

Aeroporti a confronto nell’incontro organizzato da Varesenews all’interno del Lugano Communication Forum


Malpensa ed Agno possono essere partner affidabili e complementari nell’interesse del territorio? A questa domanda tutt’altro che oziosa si è cercato di dare risposta nell’incontro organizzato da Varesenews nell’ambito del Lugano Communication Forum e significativamente intitolato “Volare per decollare insieme. L’hub di Malpensa e l’aeroporto di Agno: le vie per il decollo dell’economia insubrica”. Sì, perché il vero problema, in ultima analisi, sta nel creare un sistema aeroportuale integrato che serva tutta le regio Insubrica (e dunque non solo Varese e il Canton Ticino, ma anche Como e il Verbano-Cusio-Ossola), e di cui Malpensa e Lugano-Agno, l’hub intercontinentale da milioni di passeggeri e l’aeroporto cittadino “di lusso”, possano essere i protagonisti.

Sul tema sono intervenuti, coordinati dal direttore di Varesenews Marco Giovannelli, il presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni, il presidente della camera di Commercio varesina Angelo Belloli, Davide Pedrioli, delegato per l’aviazione civile del Dipartimento cantonale del Territorio, e Giorgio Marcionni, direttore dell’aeroporto di Lugano-Agno.
“In un momento in cui la Regione Lombardia vuole entrare in Sea per contare nelle scelte che riguardano Malpensa, anche Agno deve trovare il suo spazio e diventare un’infrastruttura portante del Canton Ticino” ha detto Reguzzoni. “Tuttavia solo la piena integrazione infrastrutturale, con nuove strade e nuove ferrovie, ci permetterà davvero di lavorare insieme. E’ chiaro che ciò necessiterà di forti investimenti, ma nondimeno è necessario: basti pensare che Malpensa risulta ancora scollegata dalla rete delle Ferrovie dello Stato”. Secondo Reguzzoni “occorre una scelta chiara in favore di Malpensa se si vuole che questa decolli: soprattutto bisogna mettere nero su bianco quanto Roma, Berna, Milano e Bellinzona sono disposte a fare a questo scopo”.Una richiesta di chiarezza, dunque, quella che viene dal vertice di Villa Recalcati.


Angelo Belloli
ha definito “un’opportunità da cogliere” la cooperazione Malpensa-Agno, ma ha anche avvertito che “bisogna porre le premesse per un salto di qualità”. Il territorio varesino ha ancora molte frecce al suo arco, secondo il presidente della Camera di Commercio, nonostante il declino industriale e la crisi economica. “Ciò a patto che si sappia guardare al futuro, che si sappia cavalcare l’onda dei tempi nuovi senza tentare vanamente di resistervi” ammonisce Belloli. Servono però scelte che poggino su solide basi. Finora, infatti, Malpensa non ha avuto lo sviluppo atteso: “La piena affermazione dell’hub si è dimostrata molto più difficile di quanto si pensasse; esso ha tuttora potenzialità inespresse”. Ciò che più angustia gli imprenditori, in questo momento, è la mancanza di una rete distributiva veloce ed efficiente, congestionata com’è. Belloli non ha esitato ad allargare il tiro, oltre che ad Agno, alla Nuova Fiera di Rho/Pero, “che come Malpensa non appartiene solo a Milano ma a tutti i territori limitrofi”: in questo senso, far entrare in Sea rappresentanze degli enti locali è certamente una carta da giocare.
Daniele Pedrioli ha sintetizzato efficacemente il ruolo crescente che Agno ha assunto nel Canton Ticino e non solo. “Agno offre mobilità coordinata secondo le esigenze dell’utenza e l’ordinamento territoriale”.
L’utenza è in maggioranza ticinese e vocata al business, ma i dati sono interessanti. I ticinesi, in genere, si dimostrano grandi trasvolatori, tanto che ben il 42% della popolazione adulta ha preso primo poi un aereo nel corso nell’anno in esame (in questo caso il 2002), contro il 35% della popolazione adulta della Regio Insubrica in generale. Mentre gli svizzeri sono utenti in maggioranza business, come detto, gli italiani che passano da Agno sono per due terzi turisti. Ad ogni modo Malpensa ha imposto la sua forza d’attrazione anche oltreconfine, tanto da assorbire ormai quasi metà dei 400.000 voli annui dei ticinesi, mentre per Agno ne passa circa un quarto. Le scelte politiche cantonali vanno nella direzione di un consolidamento del ruolo del piccolo (ma non troppo) scalo luganese, tanto che ultimamente il Cantone ha deciso di partecipare finanziariamente alla sua amministrazione, nell’ottica di coordinare Agno con il sistema aeroportuale lombardo e di commisurarne lo sviluppo (limitato dalle caratteristiche del territorio, montuoso e fittamente urbanizzato) alle necessità non solo cantonali, ma di tutta la Regio Insubrica.
Marcionni, infine, ha analizzato i profondi mutamenti intervenuti nel campo del trasporto aereo negli ultimi cinque anni, rilevando da un lato la crisi delle grandi compagnie “storiche” (che ha travolto, dolorosamente, la stessa SwissAir) e dall’altro lo sviluppo caotico delle compagnie minori e del low cost. “In passato avevamo in CrossAir un partner affidabile e competitivo, apprezzato per la puntualità. Quando fu inaugurata Malpensa l’euforia era al culmine, pareva non dovessero esserci limiti allo sviluppo del settore del trasporto aereo. Poi è venuta la crisi” ha detto Marcionni. “Ora la gente è meno invogliata a volare, da un lato ha paura, dall’altro è infastidita dai controlli, che rendono l’accesso alla scaletta dell’aereo un percorso ad ostacoli. Vi sono poi altri fattori di inefficienza, qualche tempo fa un sondaggio mostrava che i ticinesi erano disposti anche a pagare 150 franchi di più pur di partire da Agno e non da Malpensa. Io però, personalmente, con Malpensa mi trovo più che bene”. In tempi di vacche magre e low cost rampante, Marcionni si chiede quanto senso abbia allocare risorse limitate come territorio ed energia a beneficio di un mercato che sembra inchiodato, quando non peggio: “negli USA dal 2001 il trasporto aereo è diminuito di un terzo”. La dipendenza dalle compagnie e dai loro mutevoli umori, intanto, rende incerto il futuro un po’ per tutti. Marcionni commenta che se si proseguirà sulla via del low cost, si avrà in futuro una situazione di fragilità complessiva del settore, evitabile viceversa se si troverà un giusto equilibrio con i superstiti vettori tradizionali: “In quel caso potremo forse assistere di nuovo ad uno sviluppo armonico come quello dei decenni passati”.

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Pubblicato il 26 Aprile 2005
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