Mediaset, Berlusconi mette sul mercato il 16,68%
L'annuncio proviene dalla Fininvest, che detiene il 50,99% delle azioni di Mediaset. La Borsa reagisce male, il centrosinistra commenta con toni sprezzanti
Dopo la dura sconfitta nelle elezioni regionali, Silvio Berlusconi affretta una decisione già ventilata da tempo, la vendita di una parte di Mediaset. La quota messa sul mercato è pari al 16,68% della holding tv, attualmente posseduta per il 50,99% del capitale da Fininvest, a sua volta "cassaforte di famiglia" del Cavaliere. La restante percentuale del 34,31% dovrebbe comunque garantire a Berlusconi il mantenimento di un saldo controllo sulle reti televisive Mediaset.
La Borsa non sembra aver reagito bene all’annuncio, tanto che Mediaset perde il 2,75% con forti scambi azionari, pari al 2,50% del capitale totale. La vendita , precisa il comunicato di Fininvest, sarà curata dalla banca d’affari JpMorgan e avverrà tramite la procedura Abb, accelerated book building; è previsto che si concluda nell’arco di 180 giorni. Gli acquirenti saranno investitori istituzionali italiani e stranieri.
La vicepresidente di Fininvest, Marina Berlusconi, commenta in questi termini: «Una opportunità sia per Fininvest sia per Mediaset, una conferma della nostra attenzione per il mercato e per il futuro delle nostre attività». Fininvest, nel suo comunicato, parla di «una scelta strategica verso una sempre maggiore apertura al mercato», che fra l’altro consentirà di ripianare il passivo e di accumulare ricavi in vista di futuri investimenti. L’affare, infatti, dovrebbe portare nelle casse di Fininvest qualcosa come circa 4 mila miliardi di vecchie lire.
Le motivazioni della scelta di vendere parte dell’azienda sarebbero, a detta di molti osservatori, in ultima analisi politiche. La vendita sarebbe determinata dalla volontà del presidente del Consiglio di attenuare la polemica sul conflitto di interessi in vista delle elezioni politiche del 2006. Sprezzante la reazione di Romano Prodi, suo prossimo rivale nelle elezioni poltiche: «Berlusconi resta il proprietario e mantiene il controllo dell’azienda, questa manovra finanziaria non ha nulla a che fare con la risoluzione del conflitto di interessi». Ed è di gran lunga il giudizio più tenero tra le file del centrosinistra, in cui Beppe Giulietti (DS) non esita a ventilare la possibilità che, con il ricavato dell’operazione, Berlusconi possa tentare una scalata al Corriere della Sera.
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