Gianni Restivo, un bravo ragazzo amato da tutti
In Università, nella Facoltà di Economia, lo ricordano con tenerezza e simpatia. Commosse le parole degli amici Matteo e Claudio, con i quali suonava in un gruppo musicale

Lo conoscevano tutti, per tutti aveva un sorriso, un saluto, una parola gentile. Gianni Restivo (foto), il ragazzo di Viggiù, 24enne, freddato dal fratello Gaetano, maggiore di soli tre anni, era studente di economia e commercio all’università dell’ Insubria di Varese. Tra i corridoi della facoltà di via Ravasi c’è sconcerto e stupore. Gianni era molto noto, era un bel ragazzo, sveglio e intraprendente, sempre sorridente e sereno. In biblioteca praticamente tutti i ragazzi avevano avuto a che fare con lui: una chiacchierata, un caffè o un semplice saluto non li negava a nessuno. Nessuna amicizia stretta, ma rapporti cordiali tanti: «Era sempre allegro, salutava con un sorriso anche se i rapporti non erano di profonda amicizia», spiega Sara, anche lei studentessa di economia. Chi lo conosceva senz’altro meglio è Concetta Tripodo, la bibliotecaria della facoltà: «Prima o poi tutti passano da me. Gianni era molto simpatico, allegro, semplice. Non ha mai avuto niente da ridire, mai una parola di troppo, mai un accenno a qualcosa che non andava in famiglia. Mi strazia pensare che solo l’altro ieri era seduto nel banco in fondo alla sala e oggi non c’è più. Mi auguro che sia fatta giustizia, ci mancherà».
Gianni Restivo era un tipo dinamico, lo dice chi lo conosceva e lo dice il suo curriculum scolastico: le 150 ore nella segreteria studenti, l’Erasmus in Polonia, primo studente dell’Insubria a vivere questa esperienza in terra polacca, la voglia di fare uno stage per inserirsi nel mondo lavorativo. I suoi ex colleghi della segreteria di facoltà lo ricordano come una splendida persona: «Ha lavorato con noi e si è instaurato un rapporto di cordialità e amicizia sincero: Gianni era una persona splendida, allegro, disponibile – spiega Sonia Bucca, a nome di tutti i ragazzi della segreteria -. Era anche molto riservato, non ha mai accennato a problemi interni alla sua famiglia. Lo aspettavamo per fine maggio, avrebbe dovuto presentare la domanda di laurea, voleva terminare gli studi per luglio o settembre». Anche Luca Gallo, responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali, si ricorda di Gianni Restivo: «Era andato in Polonia nel 2003, un’esperienza per lui bella e fruttuosa, lo avevano fotografato e messo sulla brochure dell’Università di Varsavia. Era simpatico, con lui, come con altri ragazzi che passano dal nostro ufficio, si era instaurato un rapporto che andava oltre le pratiche burocratiche. Sono sconcertato, non ho parole».
Gianni aveva da poco dato l’esame con la professoressa Rossella Locatelli, preside della facoltà di Economia: «Lo conoscevo bene – ricorda -, ha seguito il mio corso, partecipava molto, era sempre sorridente, aperto. Un bravo studente. Siamo colpiti, penseremo ad una giusta maniera per ricordare Gianni a mente fredda». Anche la dottoressa Patrizia Di Modugno, dell’Ufficio Erasmus e Stage della facoltà di Economia, non può fare a meno di parlare bene di Gianni Restivo: «L’ho incontrato sulle scale pochi giorni fa – ricorda commossa -, avevamo un buon rapporto con lui, sempre molto cordiale. Voleva fare lo stage impegnandosi nel sociale, non pensava solo all’aspetto economico dei suoi studi. Si sarebbe laureato a settembre, aveva quasi finito gli esami. Era un pezzo di pane, è veramente una brutta storia, un’ingiustizia della vita».
Gianni Restivo suonava anche in un gruppo musicale, i Gre
asers, dal quale si è separato quando ha deciso di intraprendere il viaggio di studio in Polonia. Matteo è il bassista del gruppo: «Abbiamo suonato insieme per tre anni, poi ha scelto di dedicarsi allo studio, dove riusciva alla grande. Sia lui che il fratellino Antonio, che ho conosciuto ad una grigliata qualche tempo fa, erano delle persone splendide. Gianni era una grande persona oltre che un bravissimo chitarrista». Infine Claudio, che con Gianni ha fondato il gruppo e che era uno dei migliori amici dello studente scomparso: «Ci conosciamo dalla prima elementare, siamo stati compagni di scuola per anni, suonavamo insieme. Gianni era un ragazzo fantastico, trovava il tempo per fare tutto e lo faceva bene, trasmetteva allegria e voglia di fare a chi gli stava intorno: una voglia di vivere come la sua è difficile da trovare. Antonio lo stava crescendo lui, fisicamente era la sua copia. Sono distrutto, Gianni era un amico, vero, come non se ne trovano in giro».
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