La Casti Group riparte da De Pol
L'ala triestina ha firmato un accordo triennale con la Pallacanestro Varese
Ruben Magnano lo aveva detto pubblicamente dopo l’ultima partita stagionale, nel ventre del palasport di Pesaro. «Se devo scegliere un uomo dal quale ripartire, io dico Sandro De Pol». E infatti è proprio il biondo combattente nativo di Trieste il primo giocatore a firmare un contratto con la Pallacanestro Varese "versione 2005/06": le due parti si sono accordate per tre anni, fino all’estate 2008.
Una scelta "chiara e forte": De Pol (foto: www.simoneraso.com) dovrà essere la guida dello spogliatoio biancorosso in virtù delle sue qualità tecniche ma soprattutto della professionalità e dell’attaccamento alla maglia dimostrati negli anni trascorsi in biancorosso. Qualità particolarmente apprezzate dal tecnico argentino che, tra l’altro, ha come motto "Trabajo, trabajo, trabajo", "lavoro, lavoro, lavoro", una frase che sembra ricamata addosso ad un giocatore noto per allungare le proprie sedute di allenamento ben oltre l’orario segnalato sul programma.
De Pol era giunto a Varese per la prima volta nell’estate del 1997, proveniente dalla Stefanel Milano con cui un anno prima aveva vinto lo scudetto. Per lui due anni in biancorosso, con l’apoteosi del 1999 quando fu uno dei protagonisti del tricolore dei Roosters e disputò una strepitosa gara3 di finale contro Treviso. Passato prima a Roma poi alla Fortitudo, ebbe seri problemi dapprima di natura fisica, poi di "intesa" con la dirigenza bolognese. Messo fuori squadra dai biancoblù ricorse agli organi di giustizia e vinse il successivo lodo. Tornato al basket giocato nel 2001 nel campionato spagnolo, "Manera" (parola triestina che significa "mannaia", per l’ardore che Sandro getta sul parquet) è stato di nuovo ingaggiato da Varese nel corso del campionato 2002. Vista la perdurante assenza di Andrea Meneghin in questa stagione, De Pol è stato in diverse occasioni capitano biancorosso.
Con la Nazionale l’ala di classe ’72 ha vinto l’oro agli Europei di Francia 1999 ed il bronzo a Svezia 2003. L’azzurro gli ha anche riservato la maggior amarezza della sua carriera: Sandro non ha mai preso parte ai Giochi Olimpici poiché nel 2000 era infortunato mentre nel 2004 è stato "tagliato" dal c.t. Recalcati a poche settimane dall’inizio della manifestazione.
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