Lettera aperta della Lega al Sindaco Rosa
Un altro tassello sulla crisi di giunta bustocca arriva dalla segreteria cittadina del Carroccio
«Ci sembra doveroso intervenire per precisare e motivare la posizione e le scelte che in questi giorni abbiamo dovuto affrontare» scrivono gli esponenti del Carroccio bustocco. In risposta alle accuse di manovre partitocratiche da Prima Repubblica che da più parti sono piovute sulla Lega dopo l’indicazione di partito dei nomi di Giampiero Reguzzoni e Gianni Buzzi per gli assessorati alla Sicurezza e all’Ambiente (indicazione rigettata da Rosa e causa formale della crisi), il Carroccio scrive che «mai, in nessuna scelta, il numero di "poltrone" o incarichi hanno influenzato il nostro comportamento»; il che risulta vero, se si tiene conto che qui la questione non era il "quanti", ma il "chi".
«Di fronte ad una nostra proposta di miglioramento della compagine di Giunta e, di conseguenza, dell’azione amministrativa, risulta a noi di difficile comprensione il tuo (del Sindaco, ndr) atteggiamento che sta pressoché paralizzando l’intera attività amministrativa della città di Busto Arsizio» scrivono i leghisti, attribuendo per intero a Rosa la responsabilità dello stallo in atto e, implicitamente, disconoscendo la bontà del lavoro compiuto dagli assessori (leghisti) silurati, Alessandro Marelli e Maria Paola Reguzzoni. «Tutti noi riconosciamo a te il buon lavoro svolto e il ruolo da protagonista che deve essere proprio di un Sindaco eletto dai cittadini, ruolo che in altrettanta misura deve essere riconosciuto ai partiti e in particolare al tuo movimento, grazie ai quali è stata possibile la tua elezione a Sindaco e senza i quali il tuo operato difficlmente troverebbe concretezza e applicazione». Discorso chiarissimo che si potrebbe tradurre: ricordati che devi a noi ciò che sei.
«La Lega quindi non può far altro che farsi da parte» prosegue la lettera indirizzata a Rosa, «lasciandoti libero di operare senza voler in alcun modo limitare od ostacolare l’attività amministrativa». Il Carroccio chiede quindi al "suo" Sindaco di assumersi le proprie responsabilità e, «ancora una volta, di effettuare una scelta non più rimandabile». La Lega Nord assicurerà comunque l’appoggio esterno, qualsiasi sia la soluzione che Rosa vorrà trovare alla crisi: Giunta ricomposta con assessori leghisti (se Rosa dovesse cedere al diktat di partito), senza leghisti ma con altri partiti della maggioranza o puramente tecnica. «Ora, caro Sindaco, l’unica cosa che ti chiediamo è di non paralizzare oltre l’intera città e di fare quello che un Sindaco dovrebbe saper fare molto bene, scegliere!» concludono gli estensori della lettera.
La Lega dunque sembra socchiudere una porta che pareva sbarrata, ma lo fa addossando unicamente a Rosa le responsabilità della crisi e dell’"ibernazione amministrativa" che sta provocando. La palla passa nuovamente al primo cittadino, che, messo sotto pressione, dovrà quanto prima operare una scelta netta per il prossimo futuro, ben sapendo, comunque, che il rapporto di fiducia con la sua maggioranza è ormai compromesso.
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