La mobilità ha bisogno di un progetto globale
L'intervento di Maud Ceriotti Giaccari dei "Verdi Ambiente e Società"
"Tempi della città", "car-pooling", "car-sharing", "mobility manager" sono oggi le parole d’ordine sulla mobilità, quando si tratta di trovare soluzioni all’emergenza del traffico e dell’inquinamento delle città, nelle quali si superano sistematicamente i parametri europei di tollerabilità di sostanze nocive presenti nell’ambiente, con pesanti conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita.
Il tema dei tempi della città, in particolare, diviene d’attualità per la prossima scadenza dei termini del bando di presentazione di progetti da parte dei comuni (L.r.28/2004), per ottenere contributi in ragione delle loro capacità di definire una regolamentazione dei tempi e dei flussi del traffico nei momenti di punta, così da evitare il "tutti insieme disperatamente".
Fin dalla fine degli anni novanta la nostra associazione aveva proposto, (sulla base del D.M. 27/3/98), di differenziare a Varese gli orari delle entrate ed uscite da ospedali, uffici, negozi, fabbriche, scuole e università e oggi riteniamo tuttora valida tale indicazione, anche alla luce del citato bando che offre un’occasione sicuramente da non perdere.
Sulle altre "parole d’ordine" bisogna poi considerare che soluzioni, sviluppatesi in genere all’estero, debbono essere decisamente tarate sulla realtà strutturale e psicologica locale e quindi, analizziamo sinteticamente la specifica situazione di Varese, nella quale andrebbero eventualmente immesse le nuove tecniche di mobilità.
Il car-pooling è un sistema, basato sulla condivisione un’unica macchina da parte di più persone, che devono recarsi sistematicamente da casa al lavoro, lungo un tragitto carente di strutture viarie alternative. Per incentivare il car-pooling, che diminuisce il numero delle auto circolanti, si prevedono in genere parcheggi d’interscambio, sconti sui mezzi pubblici, etc. A Varese si è pensato invece di consentire alle auto, con almeno 4 persone, l’uso delle corsie preferenziali. Francamente è una soluzione strana in una città, dove la mancanza di una rete completa di corsie riservate è già stata tra le cause del fallimento del trambus. Inoltre, proprio per l’inadeguatezza di detta rete, l’immissione nella stessa del car-pooling rischia di pregiudicare lo scorrimento veloce dei mezzi pubblici e di soccorso. Meglio sarebbe quindi impegnarsi in progetti di coordinamento e promozione del fenomeno che, se si estendesse significativamente, influirebbe direttamente e positivamente, con la riduzione delle auto, sulle vie di traffico normali e senza intasare le corsie dei mezzi pubblici.
Passando poi al "car-sharing", bisogna valutare le potenzialità di richiesta del servizio rapportate ad una certa complessità organizzativa, in quanto si rendono necessarie una certa quantità d’auto da noleggiare e la disponibilità dei relativi parcheggi dove andarle a ritirare. Il tutto dopo averle prenotate attraverso un centralino telefonico o internet e dopo essersi inizialmente registrati come utenti, ottenendo una specifica card. Tutto sommato, considerata anche la difficoltà di reperire soggetti gestori, forse varrebbe la pena pensare per ora ad un più semplice "bici-sharing" a self service, come avviene in altre città.
Infine la figura del "Mobility manager", nata in situazioni di mobilità con elevati numeri per spostamenti verso fabbriche, scuole, ospedali ed altre strutture urbane, si potrebbe applicare anche a Varese, se serve per identificare i comparti più critici della mobilità locale e per coordinare gli interventi delle molte istituzioni, che vanno necessariamente coinvolte nel progetto di ridisegnare i tempi della città.
Concludendo si può dire che, per risolvere i gravi problemi della mobilità nella nostra città (dove mancano ancora una tangenziale, il piano urbano del traffico, un’area pedonale seria, mentre l’autostrada scarica pesanti flussi d’auto direttamente nella piazza principale), non basta adottare semplicemente queste nuove tecniche ma, perché siano veramente utili, bisogna necessariamente fonderle all’interno di un progetto globale ed integrato per la mobilità e per uno sviluppo sostenibile di Varese.
Maud Ceriotti Giaccari
"Verdi Ambiente e Società"
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