Lettera aperta ai colleghi di Confesercenti

La risposta del presidente dell'Associazione Commercianti di Varese, Giorgio Angelucci, alla lettera aperta di Confesercenti

Riceviamo e pubblichiamo

Ho letto con un certo interesse e con qualche perplessità la “torrenziale” lettera che avete reso pubblica attraverso i giornali locali.

Ritengo siano necessarie alcune considerazioni in merito a quella parte molto estesa che riguarda più che altro le vicende cittadine di Varese.

Infatti, su questo argomento si è creato, a mio avviso, un confronto, alle volte acceso, che in alcuni casi ha coinvolto anche l’Amministrazione Comunale, rimanendo comunque nei canoni di una correttezza sostanziale senza mai superare quei limiti di decenza nell’esprimere le rispettive opinioni.

A mio avviso questo deve rientrare nella logica della “convivenza” di pensiero anche tra associazioni rivali e sulla quale non ho intenzione di fare ulteriori precisazioni.

Sugli argomenti più dibattuti non abbiamo mai fatto mancare le nostre opinioni.

Siamo sempre stati contrari ad una eccessiva e mal organizzata attività di mercatini e mercati occasionali e l’abbiamo espresso in maniera energica, ad esempio, per quello di Forte dei Marmi. Siamo contrari alle aperture domenicali e festive generalizzate, condividendo l’opinione degli stessi Sindacati, del mondo cattolico e dell’Assessore regionale. 

Per quanto riguarda l’Associazione Varese Europea abbiamo dato mandato al nostro Fiduciario cittadino di valutare le condizioni per poter aderire. Ciò non toglie che siamo sempre vigili sui progetti della Città, in particolare: l’accessibilità, i parcheggi e i servizi, argomenti nei quali ci sentiamo perfettamente coinvolti ed in grado di affermare, a chi di dovere, le nostre idee e proposte.

Non condivido decisamente la frase: “vi rimandiamo alle cronache giornalistiche per verificare chi, con insistenza, ha polemizzato contro la categoria”.

Questa affermazione non ci tocca ed appare assolutamente fuori luogo.

In realtà il Vostro palese desiderio di voler “uniformare” quasi obbligatoriamente il “pensiero” della rappresentanza, trova immediata smentita nel recentissimo caso dei buoni pasto con il Vostro atteggiamento di segno diametralmente opposto alla nostra azione sindacale.

Come ben vedete non è il caso di fare affermazioni avventate.

Per concludere, stante l’attuale situazione, ci potranno essere obiettivi comuni cui dare il nostro contributo a patto di portare vantaggi ai nostri Associati, anche se, nel contempo, ritengo sia quanto mai giusta l’esistenza di un’attiva e variegata rappresentanza di associazioni quale espressione di uno Stato democratico, come del resto esiste in altri importanti settori come l’industria, l’artigianato e l’agricoltura dove non viene a mancare una sana dialettica e alle volte un produttivo confronto.

Fortunatamente anche le associazioni operano nel mercato pluralista dove ogni imprenditore è libero di scegliere. 

Cordialmente.

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Pubblicato il 01 Luglio 2005
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