La crisi del Pirellone tiene banco ad Arcore

Riunione serale a casa di Berlusconi. L'assessore Cè porge le sue scuse a Formigoni, ma il Governatore vuole chiudere i conti con la Lega a tutto campo

La crisi del centrodestra in Lombardia investe direttamente anche Silvio Berlusconi. Ieri sera (martedì 30 agosto), nella sua villa di Arcore, il Presidente del Consiglio – affiancato dal fido Sandro Bondi e dalla coordinatrice regionale di Forza Italia Maria Stella Gelmini – ha tenuto una cena di lavoro con lo stato maggiore della Lega praticamente al completo: Bossi, Giorgetti, Maroni e Calderoli. Ad una cert’ora anche lo stesso Presidente della Regione, Roberto Formigoni, si è unito alla riunione.

Nonostante sul tavolo ci fossero il caso Fazio e la questione leadership in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo, la crisi del Pirellone ha trovato ampio spazio nella discussione di ieri. La sospensione dell’assessore leghista alla sanità Alessandro Cè, il casus belli che ha scatenato la bufera, sembra più che altro un pretesto per affrontare questioni molto più profonde.
Secondo Formigoni infatti – che ieri ha ribadito di non voler spostarsi di un millimetro dalle sue posizioni – il nocciolo della questione è «l’atteggiamento dei leghisti in Regione, che non si sentono parte integrante della coalizione e ci creano non pochi problemi».  D’altronde fino a poco prima delle ultime elezioni regionali il partito di Bossi minacciava di correre da solo in Lombardia, agitando lo spettro di Maroni come candidato al Pirellone.

Il problema è che Formigoni non è Berlusconi, e che Udc ed An – al di là delle dichiarazioni di forma – sostengono il Governatore. Così ieri sera Bossi e soci non hanno potuto far altro che prendere atto della situazione, invitando Cè il ribelle ad abbassare i toni, in attesa di prendere una decisione definitiva nel consiglio federale del partito in programma lunedì prossimo. In quella sede la Lega deciderà la linea da tenere nel vertice dei segretari lombardi dei partiti della Cdl, che si terrà a metà settimana prossima. Udc, An e Forza Italia intendono far decantare la faccenda, per chiudere la crisi il più in fretta possibile, ma come sempre il pallino è in mano alla Lega. Per ora Cè una piccola retromarcia l’ha fatta, porgendo le sue scuse formali a Formigoni, ma se Bossi dovesse valutare troppo alte le richieste di Forza Italia lo scontro potrebbe anche prolungarsi.

Nel frattempo l’opposizione passa all’attacco, chiedendo a Formigoni di riferire in Consiglio regionale circa la crisi che investe il governo lombardo: «L’equilibrio della coalizione del centrodestra è precario ed a farne le spese sono i cittadini lombardi» accusano dalla Federazione dell’Ulivo. I Verdi e l’ala più radicale della coalizione chiedono invece elezioni anticipate.

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Pubblicato il 31 Agosto 2005
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