Forza Italia sempre più divisa
In Consiglio comunale l'ex capogruppo Pajetta, che guida il gruppo dei "resistenti", ha attaccato duramente la linea ufficiale del partito
Forza Italia è sempre più divisa al suo interno. Durante il consiglio comunale di ieri sera -con un durissimo intervento in apertura di seduta – l’ex capogruppo Maria Franca Pajetta ha preso ufficialmente le distanze dalla linea ufficiale del partito, espressa settimana scorsa dal capogruppo Aldo Colombo di concerto con il coordinatore cittadino Gianpaolo Ermolli.
L’attacco frontale è riservato proprio a Colombo, accusato di aver negato solidarietà al Sindaco per le vicende giudiziarie che lo investono e di aver innescato un dannoso scontro con la Lega. «Io ed altri consiglieri – attacca Pajetta – abbiamo assistito sconcertati all’intervento del nostro capogruppo nell’ultimo Consiglio comunale (quello di martedì 20, ndr), dal momento che esso non era stato né partecipato né sottoscritto da me come da altri del mio gruppo». L’ex capogruppo di Forza Italia non è infatti isolata, dietro di lei ci sono altri tre “resistenti”, come loro stessi si sono definiti. Si tratta della altre due donne, Valvano e Morlotti, e di Federico Bregonzio, a suo tempo leader degli oppositori al progetto del nuovo carcere. Non tantissimi, ma pur sempre un terzo del gruppo consiliare. «Io ed altri – continua infatti Pajetta – esprimiamo il nostro dissenso e la nostra dissociazione dal tono e dai contenuti di certe dichiarazioni del capogruppo o forse del coordinatore cittadino che, come ci è stato riferito da testimoni, dovrebbe esserne l’autore». Una frecciata tagliente che non passa certo inosservata: secondo i “resistenti”, Colombo sarebbe dunque una pedina mossa da Gianpaolo Ermolli.
Colombo è dunque l’obiettivo primario dell’attacco mosso dai dissidenti azzurri, ma non certo l’unico. Oltre al già citato coordinatore cittadino Ermolli, la Pajetta se la prende anche col consigliere dell’Udc Bruno Salerno – reo di aver sottoscritto, con il suo silenzio, le parole di Colombo – e con l’assessore di Forza Italia Pietro D’Audino, che aveva chiesto delucidazioni proprio alla Pajetta sulla posizione tenuta dal partito durante l’ultimo Consiglio comunale. «Forse neppure lui era a conoscenza della dichiarazione del capogruppo o del coordinatore cittadino che sia? Forse è d’accordo con noi resistenti?» si chiede retoricamente il consigliere azzurro. «L’assessore ricordi che non sono deve venire da me per queste richieste di chiarimento, non sono più io il capogruppo: sono stata “giubilata”, e per ottimi motivi secondo il pensiero del responsabile» conclude tagliente.
Dopo le critiche, arriva il contrattacco: «Noi esprimiamo la nostra solidarietà umana al Sindaco, al di là di ogni presa di posizione e chiarimento e, anche, di ogni gioco politico-amministrativo» dichiara sempre la Pajetta. Anche sul piano dell’azione di governo i resistenti vogliono dire la loro, indicando alcune priorità: «Basta con l’ossessiva riproposizione a parole del programma di maggioranza, basta con l’insistente richiesta di una verifica di posti e deleghe, di spostamenti di funzionari e dirigenti: tutti messaggi di pura immagine sempre più incomprensibili alla gente che ci ha eletto. Dobbiamo ripartire dalla condivisione di alcuni principi, come la sussidiarietà: lavorando in questa direzione, prima in campo educativo e sociale poi in altri ambiti, otterremo sicuramente dei risultati».
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