Perizia psichiatrica per l’aggressore di Marta
Ancora in gravi condizioni al Niguarda di Milano la 13enne assalita a martellate da un folle sabato pomeriggio
Sono ore di attesa e di ansia per i familiari, gli amici e i concittadini di Marta A., la 13enne assalita sabato pomeriggio a martellate da uno squilibrato in via Berra, davanti alla gelateria dove si era recata con alcune amiche. La delicata operazione chirurgica cui la giovane è stata sottoposta all’Ospedale Niguarda di Milano ha consentito di ridurre le gravi ferite inferte dal martello con cui è stata colpita violentemente alla testa, ma le sue condizioni sono sempre molto serie e la prognosi resta ovviamente riservata.
Intanto nel paese ancora sotto shock per quanto accaduto, ci si interroga su come sia stato possibile per il folle aggressore colpire così rapidamente e con conseguenze tanto gravi. "Tutto è successo con un’incredibile rapidità – conferma il capitano dei Carabinieri di Saronno Andrea Nodari che ha ascoltato i testimoni presenti sabato pomeriggio davanti alla gelateria di via Berra – I colpi, una decina, sono stati inferti con grande rapidità e tutto si è svolto in pochi secondi, lasciando impietriti i presenti".
L’aggressore, Ernesto Zaffaroni, 57 anni, ex perito disegnatore che viveva con una pensione di invalidità proprio a causa della sua malattia psichica, è rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio, dove in giornata dovrebbe essere interrogato dal Gip. Imminente anche una perizia psichiatrica, richiesta dal sostituto procuratore Loredana Giglio per inquadrare meglio il tipo di disturbo della personalità che affligge Zaffaroni. L’uomo, già sottoposto a due trattamenti sanitari obbligatori e in cura presso una struttura pubblica di Saronno, era conosciuto in paese per la sua condizione di infermità mentale, con cui, però, conviveva, tra alti e bassi, da molti anni. Qualche episodio di violenza più che altro verbale, un’aggressione sventata ad una donna sotto casa, una denuncia per percosse in ambito familiare sono i precedenti per i quali era noto alle forze dell’ordine. Niente di tanto grave, però, da far pensare ad un’esplosione di rabbia e violenza omicida come quella che sabato pomeriggio ha incontrato sulla sua strada la povera Marta.
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