Rapine in villa, indagini anche nel Varesotto
Perquisita l’abitazione di un albanese sospettato di ricettazione a Sesto Calende. Ventitrè arresti tra Lombardia e Trentino per la continuazione dell’inchiesta sugli assalti alle residenze lombarde
C’è anche il Varesotto tra le provincie lombarde passate al setaccio dalla polizia nell’ambito dell’indagine sulle rapine in villa. La Squadra Mobile di Varese ha fatto irruzione questa notte a Sesto Calende nell’abitazione di un cittadino albanese di 28 anni sul quale grava l’accusa di ricettazione. L’uomo, regolare secondo le leggi sull’immigrazione ha precedenti per reati contro il patrimionio ed è stato denunciato a piede libero; sulla sua convivente, anch’essa straniera ma irregolare, è scattato invece il procedimento di espulsione. La perquisizione non ha portato al rinvenimento di refurtiva, anche se sembra esserci un collegamento con la seconda parte dell’inchiesta partita nel gennaio scorso, e sfociata in 13 fermi a febbraio, sulle rapine in villa e che ha riguardato questa volta anche l’aspetto “economico” dei colpi, vale a dire la ricettazione e l’attività della banda nel piazzare la refurtiva.
In tutto sono state arrestate questa notte dalla Squadra Mobile di Milano e da quella di Trento 23 persone – 15 albanesi e 8 italiane – accusate di aver dato vita ad una banda che ha messo a segno una sessantina di rapine in villa in tutto il Nord Italia, oltre ad altri gravi reati.
Le indagini, partite da agenti della polizia e dello SCO, il Servizio Centrale Operativo, hanno infatti riguardato la rapina a mano armata, ma anche il traffico internazionale di stupefacenti, il tentato omicidio e addirtittura i reati associativi di stampo mafioso. Tra la refurtiva recuperata gli agenti hanno trovato quadri, argenteria, molti orologi e gioielli oltre a 30mila euro in contanti che con ogni probabilità sono frutto delle rapine nelle ville e nelle abitazioni del nord-ovest.
Le indagini hanno riguardato diversi colpi messi
a segno dalla banda a partire dal 2004. Sono 9 le rapine che hanno riguardato la nostra provincia in un periodo che va dal settembre 2004 allo scorso novembre e che gli inquirenti hanno attribuito nel febbraio scorso alla banda in questione. Nel mirino della Mobile finirono due albanesi, sospettati di aver messo a segno con alcuni complici le rapine avvenute lo scorso 13 novembre a Calcinate del Pesce e a Barasso, a distanza di solo un’ora l’una dall’altra. Finirono difatti in manette Tom Fufi e Ndoj Klandian (nella foto): quest’ultimo, come si ricorderà, fu al centro nell’aprile scorso di una rocambolesca fuga dal carcere milanese di San Vittore.
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