Un gruppo di auto-aiuto per sconfiggere il gioco patologico

Si riuniranno nel centro anziani di via Cairoli vittime e famigliari del gioco d'azzardo. Un'equipe di esperti dell'Associazione And guiderà le sedute

Il gioco può diventare una malattia. Esiste una diagnosi e una cura: spesso, però, l’ostacolo principale è l’ingoranza, il non sapere che di gioco d’azzardo ci si può ammalare. Da tempo, sul territorio della nostra provincia, sono attivi alcuni esperti che portano avanti il discorso della sensibilizzazione. Da tale attività è nata AND, associazione Azzardo e Nuove Dipendenze che si propone l’obiettivo di avvicinare quanti soffronto anche attraverso i loro famigliari per iniziare una "cura" riabilitativa.
Dopo molte uscite pubbliche sul territorio, da questa sera, 20 settembre, And si rivolge direttamente alle vittime e ai famigliari offrendo uno spazio, un gruppo di auto-aiuto dove cercare risposte concrete.
Il gruppo si riunirà alle 19.30 presso il centro anziani del Comune in via Cairoli 14 a Varese. Fino alla fine di dicembre, ogni 15 giorni il gruppo si troverà per affrontare i tanti problemi legati alla patologia.
A chi è rivolto il corso?
«È
rivolto – afferma la dottoressa Roberta Smaniotto, psicoterapeuta di And – a tutti coloro ai quali è capitato di giocare più tempo, più denaro o più frequentemente del previsto alle macchinette, al Casinò, al Bingo, ai cavalli, al lotto,….  a coloro ai quali è capitato di vivere in famiglia con chi ha o ha avuto problemi legati al gioco d’azzardo».
«Ai familiari dunque di quei giocatori che trovano eccessivo il comportamento dei loro congiunti e che magari già hanno sperimentato delle conseguenze negative – precisa la dottoressa Capitanucci, presidente di AND – I familiari possono venire anche senza il parente giocatore. Infatti la loro difficoltà spesso è ancora più accentuata se trovano scarsa collaborazione da parte del giocatore. Non sanno come comportarsi, magari lo minacciano, ma poi rimangono confusi e bloccati. Nel gruppo queste persone possono trovare accoglienza e ascolto».

Da dove è nata l’idea di un gruppo di auto-aiuto?
«L’idea- risponde la dottoressa Smaniotto – nasce dallo spirito di associazionismo che ci contraddistingue: nell’ottica che ognuno di noi mette a disposizione dell’altro le competenze che possiede, ci è sembrata una buona idea quella di offrire a titolo volontaristico un’opportunità che permetta a chi la frequenta il confronto con i più diversi aspetti del problema gioco d’azzardo. Inoltre, essendo una delle nostre mission la sensibilizzazione della popolazione generale, il gruppo ci sembrava un buono strumento da utilizzare per migliorare le conoscenze in merito e “far sentire meno solo” chi ne rimane coinvolto (giocatori o familiari che siano)».
«Il Comune di Varese e l’Assessore Malnati – aggiunge la presidente –  sono entrati in questa logica di messa in comune delle risorse di ciascuno per arrivare ad un risultato con ricadute positive sui cittadini, fornendoci gratuitamente l’uso della sala riunioni del gruppo, e gliene siamo grati. A breve cercheremo di coinvolgere anche altre istituzioni nella stessa logica: speriamo di riuscire a coinvolgere anche loro».

Perchè il gruppo?
«Il gruppo – sottolinea la dottoressa Patrizia Necci –  è uno strumento d’intervento peculiare in cui l’incontro tra persone accomunate da un medesimo problema permette ai partecipanti di sperimentare momenti di condivisione e solidarietà. È un gruppo che si forma innanzitutto per fornirsi reciproca assistenza tra le persone che hanno in comune il problema del gioco in quanto giocatore o familiare di un giocatore.
All’interno del gruppo ogni persona può viversi non solo in una posizione di bisognosa richiesta di aiuto ma anche, in un ruolo attivo, come capace di dare aiuto ad altri. Nel gruppo l’aiuto avviene nella circolarità, nello scambio verbale, nel confronto e nel supporto emotivo.
Il gruppo di auto-aiuto per giocatori e familiari non solo offre supporto a coloro che ne necessitano ma restituisce alla persona una competenza, un senso di sé e allo stesso tempo, favorisce la costruzione di nuovi legami tra le persone».

Perchè famigliari e giocatori insieme?
«
Il gioco d’azzardo – spiega la presidente –  tra i suoi effetti più rilevanti ha quello di generare disagio, conflitti e sofferenze nelle famiglie di chi lo vive. Non solo problemi economici (i più evidenti), ma perdita di fiducia, insicurezza, incomunicabilità, solitudine, depressione. Il gruppo mira a confrontare punti di vista ormai inconciliabili per cercare di andare verso un percorso di possibile riavvicinamento».

Come sono organizzati gli incontri e da chi sono condotti?
«
Gli incontri avverranno presso il Centro per Anziani del Comune di Varese, sito in via Cairoli 14 (stabilmente a partire dal 20 settembre). Ogni incontro avrà luogo dalle ore 19.30 il martedì sera ogni quindici giorni. La durata di ciascun incontro è di due ore circa, e di volta in volta verranno affrontati i temi proposti dai conduttori o portati dai partecipanti. Il gruppo sarà generalmente guidato da due psicologhe psicoterapeute con formazione sistemico-familiare (dr.a Capitanucci e dr.a Smaniotto)».

La partecipazione prevede un costo di 30 euro a trimestre: una sorta di contributo come “fondo cassa” . «Tra l’altro – precisano le organizzatrici –  il problema del gioco d’azzardo eccessivo ruota intorno al denaro, denaro che viene affidato incautamente al caso, denaro speso senza darci più valore.  Chiedere una piccola quota ha anche proprio il senso di ritornare a spendere per qualcosa di utile, per sé stessi in modo costruttivo e non distruttivo, per qualcosa che ha un ritorno buono, e in ultima analisi per recuperare anche un suo valore “sano” del denaro, ridandogli importanza.
 
Per entrare nel gruppo è sufficiente per annunciare la propria presenza prima di entrare in gruppo per la prima volta (Tel. 334 1186103).Verrà in quella sede concordata la prima data utile.
Il calendario per il 2005 prevede già 8 incontri fissati: 20/9, 4/10, 18/10, 2/11 (mercoledì, perché l’1/11 è festivo!), 15/11, 29/11, 13/12, 27/12.

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Pubblicato il 20 Settembre 2005
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