La Finanziaria non può avere effetti retroattivi

La posizione di Anci Lombardia: «Il rispetto del patto di stabilità per il 2005 non può essere retroattivo ed interessare impegni di spesa riguardanti il 2004»

Riceviamo e pubblichiamo

Il rispetto del patto di stabilità per il 2005 non può essere retroattivo ed interessare impegni di spesa riguardanti il 2004, anno in cui i vincoli del patto non esistevano ma che vengono ad incidere inevitabilmente in termini di pagamento nel 2005, bilancio assoggettato al patto di stabilità.

La richiesta, che ha importanti ripercussioni sui drastici tagli imposti ai Comuni dalla Finanziaria 2005, viene avanzata dal Comune di Morbegno in una delibera inviata all’Anci affinché “si faccia carico e portatrice della problematica lamentata ponendo in essere tutte le necessarie azioni presso i competenti Organi governativi richiedendo espressamente la non applicabilità delle previste sanzioni in caso di mancato rispetto dell’obiettivo programmatico della gestione di cassa per l’anno 2005”.

“La fondatezza dell’iniziativa del Comune di Morbegno e del suo assessore Mauro Del Barba – evidenzia Aurelio Ferrari, presidente di ANCI Lombardia – è evidente per tutti gli amministratori e la richiesta di sospensione dei provvedimenti in caso di sforamento del patto di stabilità determinato dal computo nella verifica di cassa del 2005 anche degli impegni presi nel bilancio 2004 ne è la logica conseguenza. In caso contrario significherebbe che la Finanziaria 2005 ha anche effetti retroattivi e ciò ben configura anche un’ipotesi di incostituzionalità”.

“La delibera del Comune di Morbegno – aggiunge ancora il presidente Ferrari –  mette in rilievo il fatto che se la norma non verrà cambiata si arrecherà danno economico, di immagine e di credibilità del Comune e che non é nemmeno lontanamente pensabile una sospensione dei pagamenti giustamente dovuti a soggetti che si sono prestati in favore dell’Ente. Insomma quanto il Comune di Morbegno afferma, e che sarà esposto domani nel corso di una conferenza stampa, rappresenta un ulteriore danno al già durissimo colpo inferto agli enti locali. Anche di questo l’ANCI si farà interprete nelle opportune sedi di confronto, confidando che ci sia ancora spazio per il dialogo e la ragionevolezza e che non prevalga all’interno del Governo la volontà di “blindare” un provvedimento che rischia di avere pesantissime conseguenze, forse non ancora interamente valutate nella loro globalità, sulle tasche dei cittadini e sull’esistenza stessa delle istituzioni locali”.

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Pubblicato il 06 Ottobre 2005
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