MV Agusta apre in Giappone il primo negozio monomarca

La notizia resa nota a margine dei dati di vendita dei primi otto mesi del 2005, in sensibile aumento rispetto all'anno precedente

Se ci pensate, è un po’ come andare a vendere frigoriferi agli esquimesi: MV Agusta ha aperto uno show room monomarca in Giappone, la patria dei suoi principali concorrenti, e – nell’immaginario di molti – la patria, tout court, delle motociclette.
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Nagoya, città giapponese tra Tokio e Osaka, è stato infatti recentemente inaugurato “Mezzo Cagiva” (nella foto a sinistra), primo store interamente dedicato al gruppo MV Agusta.
Battezzato al cospetto del presidente di Cagiva Japan Kazunori Maekawa, del tre volte campione del mondo Kenny Roberts (nella foto in basso a destra) e dal direttore commerciale del gruppo Umberto Uccelli, “Mezzo Cagiva”  è il potenziale modello per una diffusione di altri store monomarca della produzione  MV Agusta, finora venduta in tutto il mondo da concessionari multimarca.

Ma la cosa più curiosa e significativa comunque è che il primo “prototipo” di negozio a marchio MV sia nato proprio nella patria dei principali concorrenti e con un contributo ingente da parte di un imprenditore commerciale che da solo vende un quarto delle moto a marchio MV vendute in Giappone.

La notizia è giunta a margine dei dati sulle vendite del gruppo MV Agusta da gennaio ad agosto di quest’anno, che mostrano una situazione decisamente incoraggiante: il gruppo ha venduto in Italia  5564 moto, con un saldo attivo di 850 unità rispetto al 2004. Stesso trend anche in Europa, dove i nuovi clienti sono stati 11245 contro i 9578 dell’anno precedente. A guidare la corsa del gruppo in Europa sono state in particolare le ottime performance registrate in Germania (+23,49%)  Spagna (+55, 45),  Francia (+15,22%) e Belgio (+18,54%). MV Agusta sfonda inoltre in Portogallo e Norvegia dove, con rispettivamente 119 e 110 unità, l’incremento delle vendite è a tre cifre.
Oltreoceano invece spicca il dato conseguito in Australia con vendite raddoppiate sulla spinta propulsiva di una nuova rete di vendita Husqvarna che ha permesso di passare dalle 299 moto del 2004 alle attuali 596.

Sembrano così tempi lontanissimi quelli in cui si cercava affannosamente un compratore con l’azienda in amministrazione controllata e pressocchè tutti i lavoratori in cassa integrazione, con la scure del fallimento e il paradosso di una moto già prenotata da migliaia di fans, impossibile da produrre perchè i fornitori non facevano credito: era il 2002, e ora quasi nessuno, fortunatamente, se ne ricorda più.

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Pubblicato il 11 Ottobre 2005
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