Trapianti senza frontiere: ne discute la Regio Insubrica
Un convegno aperto a tutta la citadinanza del Ticino, di Varese, Come e Verbano Cusio Ossola per fare il punto su un tema dai risvolti soprattutto culturali
La Regio Insubrica c’è, anche come platea per parlare di una questione delicata: i trapianti.
Si svolgerà venerdì 14 ottobre, nell’aula magna dell’Accademia di Architettura di Mendrisio un convegno dal titolo "Trapianti senza frontiere". Si tratta di un’occasione importante per mettere a confronto realtà omogenee ma ancora distanti che stanno cercando seriamente di trovare basi comuni per crescere anche dal punto di vista culturale.
L’occasione di confronto è nata dall’idea del Club Amici di SwissTrasplant Ticino che, in occasione della Prima Giornata mondiale sulla donazione degli organi e della settima Giornata europea sulla Donazione e il Trapianto d’organi ha chiamato a raccolta enti, istituzioni (Asl e Provincia), associazioni di Varese, Como, Verbano Cusio Ossola per fare il punto della situazione.
Attualmente tra Ticino e Italia non esistono canali preferenziali di scambio in questo campo, ma la sensibilità della donazione è un argomento culturale che può raccogliere terreno favorevole in un ambiente affine come quello insubre.
Negli ultimi anni si sono fatto i passi da gigante in Italia che, dalle ultime posizioni, è risalita sino alla vetta della classifica dei paesi più "generosi". La Lombardia si colloca tra le regioni dove si registrano il maggior numero di consensi agli espianti, anche se Varese ancora arranca. Dopo un anno abbastanza desolante" come il 2004, nel 2005 i dati registrano una netta ripresa (all’Azienda Ospedaliera Macchi di Varese: 8 segnalazioni e 6 prelievi multiorgano eseguiti, 34 tessuti corneali prelevati e 10 trapianti effettuati, 31 trapianti di rene eseguiti nel 2005). Cionostante, le liste d’attesa rimangono lunghe e il pregiudizio culturale ancora abbastanza radicato: "La legislazione italiana – spiega il dottor Silvano Cominotti, coordinatore locale al Prelievo e Trapianto di Varese – è molto chiara. Si parla di morte cerebrale per evidenziare uno stato ormai certo, inoltre la legge impone dei parametri molto precisi quando si affronta la decisione di donare". "Le notizie del risveglio dal coma – commenta Luciano De Lorenzi, fondatore e presidente del Club Amici di Swisstransplant – complica il quadro generale in cui si opera, per cui ci richiede maggiori sforzi divulgativi per sottolineare l’importanza della donazione e la sicurezza assoluta in cui si operano gli espianti".
Dal confronto tra le diverse realtà ( a Varese si effettuano trapianti ma i "donatori" sono ancora pochi, il Ticino, pur non avendo sedi che effettuano trapianti, è il Cantone dove avvengono gli espianti più numerosi) potrebbero nascere sinergie e scambi di esperienze determinanti per far decollare la cultura della donazione.
All’incontro, che avrà inizio alle 18.30, interverranno esponenti del mondo scientifico ma anche etico e filosofico. Saranno presenti anche persone trapiantate e famigliari di donatori per una discussione a trecentosessanta gradi su una tematica dai molti piani di lettura.
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