A Saronno un Biscottificio senza biscotti
Fase di stallo per l'azienda sorta dalle ceneri della Lazzaroni: non ancora aperta la produzione degli storici amaretti. Ricollocati alcuni dei "vecchi" dipendenti
Il Biscottificio di Saronno esiste, ma non è ancora attivo, e non si sa quando lo sarà. Gli storici amaretti di Saronno, almeno per ora, sono spariti dalla circolazione con il trasferimento della Lazzaroni, avvenuto due anni fa.
Che fine ha fatto, quindi, la questione Lazzaroni, quella sulla chiusura dello stabilimento saronnese della società Davide Lazzaroni & C.? Da tempo non si parla più dei dipendenti rimasti senza lavoro, circa una settantina, e nemmeno degli amaretti, la cui produzione avrebbe dovuto continuare proprio grazie al Biscottificio di Saronno, un’azienda sorta apposta per non far perdere una delle principali tradizioni del Saronnese, la produzione di amaretti.
A quasi due anni dalla chiusura effettiva dello stabilimento Lazzaroni, la cui direzione ha trasferito tutto nello stabilimento di Isola del Gran Sasso, in Abruzzo, il Biscottificio di Saronno sarebbe pronto a partire, ma la struttura è in stand-by: è tutto pronto in un capannone di Lainate, in provincia di Milano, a due passi da Saronno, e vi dovrebbero trovare occupazione una quindicina di dipendenti. Tutto è ancora fermo: il capannone è stato ristrutturato e i macchinari dovrebbero essere pronti «ma non si sa quando riaprirà la produzione di bisocotti – spiega il vicesindaco di Saronno Annalisa Renoldi -. Dipende tutto dalla società che aveva rilevato il Biscottificio di Saronno».
Migliori le notizie per i dipendenti che, dalla chiusura dello stabilimento Lazzaroni, hanno avuto una storia piuttosto travagliata: «Quasi tutte le pendenze economiche sono state sistemate – illustra il vicesindaco -, qualcuno dei lavoratori è stato ricollocato, altri sono stati assunti nello store della Lazzaroni che ha recentemente riaperto, altri ancora stanno seguendo i corsi di aggiornamento organizzati con la Provincia di Varese».
«Siamo in una fase di stallo – conclude la Renoldi – e purtroppo gli sforzi finora fatti non hanno dato i risultati sperati. Nelle prossime settimane comunque continueremo a dare una mano per cercare di migliorare la situazione».
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