Consiglio comunale aperto, i chiarimenti di Soldarini
L'esponente di Forza Italia precisa alcuni passaggi del suo intervento nell'assemblea pubblica di sabato 12 novembre
Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Redazione
Questa mia è per far fronte ad un’ingiustificata e strana confusione presente nel Vostro comunicato relativo al consiglio comunale straordinario tenutosi il 12/11 per la nota vicenda Olimpias. L’articolo riporta che il mio intervento come rappresentante di Forza Italia è stato inizialmente accompagnato dal “buu” degli operai. Vi segnalo che tale atteggiamento non è stato per niente tenuto dagli operai (che comunque avrei capito a ragione della drammaticità di quanto stanno vivendo) bensì da tre esponenti dell’estrema sinistra presenti. E’ stato un comportamento inqualificabile in quanto assolutamente antidemocratico e diseducativo, il deciso intervento del sindacalista Cisl ha completamente spiazzato questi personaggi, il cui intento unicamente polemico era molto chiaro. Inoltre, il vostro rappresentate presente all’evento avrà potuto facilmente udire che mentre echeggiava tale “buu” alcuni operai con estrema civiltà chiedevano di non disturbare.
Mi permetta anche di rimarcare che è un vero peccato che l’informazione non riporti commento alcuno della dignità e della compostezza esemplari e commoventi con cui gli operai, le donne e gli uomini gravati da tale situazione, hanno chiesto lavoro e giustizia. Tale atteggiamento strideva terribilmente con la propaganda di una serie di politici istituzionali e non che hanno parlato cinicamente di rispetto delle regole, di buonuscita e di questioni urbanistiche.
Per quanto attiene alla questione Cina, Vi segnalo che il mio intervento andava in direzione esattamente opposta a quanto da Voi riportato. Per completezza a seguire vi sono gli appunti che ho utilizzato come riferimento durante l’intervento del consiglio comunale straordinario, con evidenziato il passaggio in questione:
“Innanzitutto desidero, pur nella semplicità del mio ruolo, riaffermare e assicurare ai lavoratori la completa solidarietà personale e della parte politica che rappresento con il deciso impegno affinché tutte le possibili azioni di supporto siano messe in atto. In questo vorrei stigmatizzare che ciò che ci muove non è affatto un illusorio aspetto politico ma l’interesse per la persona ed i suoi bisogni, in qualsiasi circostanza si renda necessario un aiuto ed una risposta dentro evidentemente le nostre capacità e possibilità.
La situazione aziendale in essere dalle sue origini e con i suoi risvolti, non è l’ultima purtroppo di una lunga serie di storie analoghe. La vicenda lascia pieni di amarezza ed è fonte di grande preoccupazione per chi minimamente vive della realtà locale, ha a cuore la verità e si sente profondamente legato al destino di queste terre.
Il caso Olimpias evidenzia che il buon governo dei fattori della produzione non è garanzia di sopravvivenza; capitale, tecnologia, capacità dei lavoratori, investimenti e mercato sono fattori oggi necessari ma non più sufficienti alla creazione di lavoro con la conseguente generazione di ricchezza. Se oggi la Cina spaventa quando non ha ancora esibito tutta la sua potenziale capacità o lo ha fatto parzialmente e solo in alcuni settori, il tessile è uno di questi, cosa sarà di noi quando cinesi e poi a venire gli indiani aggrediranno il mercato nella sua completezza? Lo sviluppo economico delle ns terre, pur con le sue contraddizioni, ha generato un benessere diffuso di cui per ora, ma con sempre minor margine, continuiamo a godere. Affinché tale benessere possa mantenersi e crescere è assolutamente indispensabile che vengano chiariti e rigenerati i fattori che lo hanno reso possibile, questo indipendentemente da aspetti esterni pur importanti (Cina, etc.). E’ decisivo che tali fattori siano prioritari sia in qualsiasi azione di governo, sia nelle modalità, nei giudizi e nelle azioni con cui chiunque, con poca o tanta autorità, decide del destino di altri, per esempio nella scuola.
Storicamente nelle ns terre il quid che ha generato valore è stata l’energia, quella per azionare le macchine, ma soprattutto quella per usarle, ovvero la capacità e l’intelligenza di lavoro e d’impresa, cioè l’educazione delle persone, i loro valori e la loro fede.
E’ nostro avviso che il passo, il risveglio decisivo per l’urgenza che la situazione impone non può che venire da un attaccamento alla verità con la costruzione di un educazione del popolo che lo tragga dalla confusione, dal nichilismo e dalla povertà di cuore ed azione, condizioni che ampiamente si palesano nell’apparente inabilità ad affrontare in modo positivo e organico le difficoltà presenti senza cadere nella demagogia e nel timore che blocca e che ritiene da un impegno più concreto ed efficace con la realtà.
Con chiarezza affermiamo quest’analisi condividendola con chiunque possa sostenerci o abbia necessità di essere sostenuto: è questa l’essenza del ns impegno politico, la ricostruzione di un educazione che possa riconoscere in qualsiasi circostanza una positività presente nella realtà, da quale ripartire per costruire.
In questa circostanza è necessario che, benetton o qualcun altro, ricominci a rischiare partendo dalle capacità industriali ed umane presenti, e impegnandosi a fondo possa così generare lavoro, che è ultimamente ciò di cui più abbiamo bisogno.” A onore della verità Vi prego di considerare la possibilità di pubblicare per intero quanto inviato.
Cordialità
Soldarini Giorgio
La community di VareseNews
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