Varese cade a Napoli, decisiva la volata finale

Napoli-Varese 94-83. Negli ultimi 2' i padroni di casa danno la spallata a un match equlibrato. Male Garnett, bel duello Greer-Collins

Niente da fare: altra trasferta amara per la Pallacanestro Varese che lontano da Masnago si inceppa di nuovo, cedendo 94-83 a Napoli. Un punteggio che non rispecchia quanto visto sul parquet, dove l’equilibrio ha regnato sovrano per tutto l’arco dell’incontro. Rispetto alla sconfitta di Roseto, va detto, la squadra di Magnano ha fatto passi avanti, giocando alla pari su un campo mai facile, contro una squadra ricca di talento e atletismo. Quel che forse non ha funzionato è stata proprio l’arma in più di Varese, la difesa, che questa volta non è riuscita a contenere l’onda d’urto guidata da Greer e Spinelli. Male anche Garnett e Albano, mentre Collins e Howell hanno retto bene i confronti diretti.

COLPO D’OCCHIO – PalaBarbuto pieno zeppo per la visita di Varese, in un remake delle sfide di oltre trent’anni fa quando al Mario Argento si affrontavano le due creature di Giovanni Borghi: la valanga gialloblù e la Ignis Sud. E in uno spicchio in alto ecco spuntare anche il gruppetto di varesini coraggiosi armati di striscione e di voce, partiti alle otto di mattina per non lasciare soli De Pol e compagni.

PALLA A DUE – Squadre pressoché al completo, con il solo Bolzonella marcare visita come previsto. Subito di fronte due degli attori più attesi, Greer e Collins. Albano, ex di turno, in campo dal 1’ contro Ansu Sesay.

LA PARTITA Primo quarto a viso aperto tra partenopei e varesini. Collins ha un avvio a tratti mostruoso: punti (13), rimbalzi e assistenze per Howell con cui la squadra di Magnano ricuce il primo tentativo di strappo della Carpisa (14-7 con sei punti di Greer) e si presenta addirittura in vantaggio nell’ultimo minuto di gioco del periodo, chiuso da Sesay con il canestro del 22-22.

Dopo 10’ “allegri” tocca alle difese farsi vive: il tabellone del punteggio inizia muoversi a rilento. L’uomo del break si chiama Spinelli, come nella gara dello scorso anno su questo parquet. Il play propizia un parziale di 7-0 che costringe Magnano a rifugiarsi in un time out. Quando alla festa si unisce Stefansson (tripla) Varese finisce sotto di 8 con il regista napoletano sempre sugli scudi in penetrazione. Questa Whirlpool però ha carattere: raccoglie qualche punto con De Pol, qualcun altro con Howell  e nel finale di tempo è ancora in scia (43-40 al 19’). Bucchi concede un ingresso a Mimmo Morena, ma il punteggio non si muove più fino all’intervallo, con Collins e Morandais che falliscono gli ultimi tentativi.

Hafnar si presenta da protagonista nel terzo periodo, con la tripla del pareggio e uno sfondamento subito, ma Napoli riesce a mantenere la testa della gara con Greer e Sesay. Il pareggio tocca a capitan De Pol che realizza da lontano, dopo qualche iniziativa lodevole di Howell. Poi è Collins a segnare per un effimero vantaggio su assist di Farabello. La spinta di Varese si inceppa su due sfondamenti di fila, il primo dei quali (Garnett) frutto di un fischio del tutto sbagliato. Sono ancora Greer e Stefansson a colpire al cuore Varese che sbaglia, forse, ad accettare il ritmo imposto da Napoli e in pochi istanti cade ancora (62-54). Garnett finalmente si accende dall’arco ma Varese getta tre occasioni per il “meno 3”, l’ultima della quali su un passi di Howell erroneamente servito in corsa da Collins. Si va all’ultimo riposo sul 64-58.

IL FINALE – Varese prova a rimettersi in gara con Hafnar, poi autore del quarto fallo. L’antico tarlo biancorosso, la tendenza a regalare troppo rimbalzi offensivi agli avversari, rischia di mandare in crisi la Whirlpool. Si va avanti a elastico tra i 4 e i 7 punti, con qualche altro fischio dubbio ai danni dei lombardi. Sesay si beve un Albano versione “tappezzeria” per un nuovo +7, ma Varese ha le cartucce per un’ultima fiammata. Fernandez replica con un’elegante azione da 3 punti che porta in dote il quinto fallo di Cittadini. Il pressing ospite produce un recupero convertito in oro proprio da Albano: 77-76. Ci vuole un capolavoro sull’asse Greer-Rocca per far rifiatare Napoli. Fernandez fallisce il gancio del pareggio, Sesay trova il +4 con l’aiuto del ferro. Si vive di brividi: Albano ha la palla del meno uno ma la sua tripla è sputata dal ferro, Morandais scippa una palla che vale oro e piazza i liberi decisivi. Varese se la gioca sino al termine, ma anche questa volta Napoli è tabù.

IL PROTAGONISTA – Valerio Spinelli. Troppo facile dire Greer: scegliamo per la palma del migliore questo play napoletano verace che ha dovuto scendere di categoria negli anni passati, prima di riprendersi il palcoscenico principale. Già l’anno scorso mise in croce la difesa di Varese; questa volta ha sostenuto la Carpisa da solo evitando – nel secondo periodo – un sorpasso lombardo che avrebbe messo in affanno Napoli.

L’AZIONE – Chi gioca a basket lo sa: per una squadra in debito d’ossigeno può essere sufficiente un canestro per rifiorire. E così è accaduto per la Carpisa: bomba di Albano per un inatteso 77-76, palla a quel gran califfo di Greer che di fronte alla difesa schierata non si scompone. Testa alta, occhio vigile, braccio pronto: quando Mason Rocca inizia un taglio sotto canestro lo serve con un assist geniale che porta con sé due punti e il cambio d’inerzia dell’intera gara.

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Pubblicato il 12 Novembre 2005
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