“La Voce della Città diventa la voce dei cittadini”

Il movimento fondato da Audio Porfidio presenta il suo bimestrale, preparandosi alla lunga campagna elettorale


Da oggi Busto ha un nuovo strumento di informazione per i cittadini: "La Voce della Città" formato giornale, che uscirà ogni due mesi in 30.000 copie per essere inviato via posta nelle case dei bustocchi. "Vogliamo che questo giornale, più che la voce della città, sia davvero la voce dei cittadini" commenta Audio Porfidio (foto), fondatore dell’omonimo movimento e gruppo consiliare, dichiarando in modo informale la sua intenzione di correre per proprio conto alle prossime elezioni comunali, a questo punto previste per la primavera 2007 (salvo ulteriori sorprese). E del resto già da campagna elettorale suonano i toni della presentazione del nuovo giornale.

Incontrando la stampa insieme a vari collaboratori e simpatizzanti del movimento, Porfidio ha affermato che "il nostro giornale nasce per informare i cittadini bustesi di quanto avviene nell’ambito dell’amministrazione comunale, nonchè dell’operato del movimento che rappresento in Consiglio comunale. Ma parliamo anche di leggi e regolamenti statali e locali, che spesso non si conoscono, e la cui applicazione può favorire i cittadini". "A tutti diciamo di scriverci,anche sul nostro sito www.lavocedellacitta.net, quando ci sono segnalazioni, problemi, proposte; abbiamo esperti che sapranno dare risposte tempestive" gli fa eco l’avvocatessa Daniela D’Emilio, presidente del movimento.

Italo Albero, ex consigliere provinciale di An passato a La Voce della Città, e fra i pochi esponenti con passate esperienze politiche nella "squadra" di Porfidio, ha osservato che "prendere le distanze dai partiti tradizionali è sempre difficile; ma da qui anche la nostra denominazione, significativa, di movimento. Altro che certe manifestazioni puramente d’immagine organizzate dall’aministrazione, tipo VivaLibro o il BAFF, mentre la città è in preda al degrado! Lavoriamo sulla politica amministrativa, mettendo insieme un pool di persone competenti in vari campi per affrontare i problemi che la gente ci segnala. Il cittadino deve potersi sentire spalleggiato da noi nella sua relazione con il Comune". La funzione di "cani da guardia" dei diritti dei cittadini che La Voce della Città, come movimento e ora anche come bimestrale, intende esercitare, è ribadita da Porfidio: "I cittadini devono poter contare su una risposta puntuale da parte del Comune, non fare anticamera per mesi, con il Sindaco che al più delega qualche assessore: dovrebbe riceverli, invece. A volte devo dire che mi sono vergognato, da consigliere comunale, del modo in cui la macchina comunale tratta i cittadini; del resto ho già detto e ripeto che dai negozi della città è sparito l’Attak, per quanto certi signori si sforzano di restare incollati alle proprie poltrone".

Le critiche di Porfidio, recordman tuttora imbattuto di risoluzioni ed interrogazioni in consiglio comunale, sono a trecentosessanta gradi. "Dicono che Busto è una città sicura, ma non è vero e posso dirvelo io, che da assicuratore ricevo anche troppo spesso denunce di scippi, furti, rapine. Il degrado c’è, e parte spesso dalle piccole cose, dalla pulizia delle strade: bisogna che anche i cittadini diano una mano, ma le autorià devono fare la loro parte". Per il consigliere "Busto è diventata un dormitorio pubblico, dopo le 19,30 c’è da aver paura ad uscire di casa, quando sono arrivato qui nel 1964 era una città vivace e attiva, molto più di oggi". Un ultimo pensiero Porfidio lo rivolge ai coniugi Costa, protagonisti quest’estate di un’assurda vicenda legata alla gestione del Palapiantanida, che gli hanno scritto una lettera per ringraziarlo di averne preso le difese in Consiglio comunale: "Mi ha molto emozionato" confessa Porfidio.

 

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Pubblicato il 12 Dicembre 2005
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