MV Agusta, i malesi si allontanano

L'azienda malese Proton un anno fa aveva acquistato il pacchetto di maggioranza. Oggi non considera più strategico il settore delle moto e cede le sue quote

Proton, l’azienda automobilistica malese che ha rilevato circa una anno fa la maggioranza della Cagiva, si sta  “smarcando”  dall’investimento varesino. La notizia, anticipata da un articolo pubblicato sul “Mondo” di questa settimana, ha ricevuto una parziale conferma da Claudio Castiglioni lo storico patron dell’azienda varesina, che ora detiene il 37,25% della società.
«Le notizie riportate dal Mondo mi sembrano inesatte – ha commentato infatti Castiglioni a Varesenews – anche se so che i malesi stanno riflettendo sul da farsi. Noi nel frattempo continuiamo regolarmente la produzione».

Che i malesi stiano solo riflettendo o che stiano già procedendo a disfarsi delle loro quote in MV Agusta, il dato di fatto però esiste: a poco più di un anno dall’acquisizione del pacchetto di maggioranza, la Malesia è più lontana.
Il motivo pare sia il cambio al vertice della grande azienda statale malese: il
nuovo amministratore delegato Datuk Wan Nik Ismail, una volta insediato, ha infatti precisato che «l’acquisizione di Mv Agusta non rientra nelle strategie di espansione di Proton, orientate al settore automobilistico», in controtendenza con le strategie della dirigenza precedente e con metodi tipici da "azienda di Stato".

Un fulmine a ciel sereno che raffredda gli ottimismi legati all’evidente rilancio della produzione, trainato dai due modelli F4 e Brutale. La situazione di MV Agusta è però diversa dal recente passato: uscita dall’amministrazione controllata, in crescita per produzione e vendita, quand’anche vedesse il 57,7% delle azioni Proton andare sul mercato, oggi ha qualche possibilità in più di trovare compratori, magari tra i fondi privati.

«Quest’anno raggiungeremo quota 25mila moto» annuncia Castiglioni, con una crescita dal 2003 che viaggia intorno al 67%. I debiti però pesano ancora: tra i più urgenti e pesanti, secondo il settimanale economico, c’è per esempio la rata di dicembre per il consolidamento dei debiti, che ammonta, lei sola, a oltre 12 milioni di euro che se non fosse pagata diverrebbe immediatamente esigibile, mettendo in grave difficoltà l’azienda varesina.
Sempre secondo le indiscrezioni del "Mondo" però, la Proton avrebbe già fatto un gesto  di buona volontà verso il pool di banche creditrici capitanato da Banca Intesa, offrendo in pegno l’intero pacchetto di azioni pur di ottenere 30 milioni di euro "liquidi": somma che permette di effettuare i principali pagamenti e non mettere in crisi la produzione nel breve periodo.
In attesa del prossimo compratore.

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Pubblicato il 19 Dicembre 2005
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