Sta a Ispra il gruppo di Ricerca che porterà le auto ad inquinare 5 volte meno

E' il IES, che tra l'altro sta valuutando gli standard EURO 5 per i veicoli a motore

«Vede queste? sono le nostre prove su diesel euro 4, cioè lo standard più avanzato al momento, e diesel euro 4 a cui sono stati aggiunti i filtri che stiamo testando per la Regione Lombardia, affinche’ prenda la decisione se farli adottare ai camion oppure no». A parlare è Giovanni de Santi, capo dell’Unità emissioni e salute del Ccr, e l‘aspetto dei filtri (i due a destra, nella foto) parla da solo: uno è nero e l’altro è bianco. Quell’accorgimento cambierebbe significativamente le emissioni dei veicoli che vanno con questo combustibile.
«Vede? Il nostro lavoro fa da supporto alla politica – continua – Noi non prendiamo decisioni, presentiamo a chi amministra gli strumenti scientifici per prendere decisioni complesse».
Messo così è un concetto semplice anche questo, come guardare dei filtri: da questi laboratori si capisce quanto inquina un auto, se il combistibile ecodisel  è "eco" per davvero, se le emissioni di un’auto ad idrogeno (ne sono già passate per i test, da qui…) sono scarse oppure no.
Da qui poi escono le proposte di standard (cioè di modelli tecnici su cui si basano le leggi) che influenzano tutto il mondo, perché i test effettuati qui sono già approvati da UE, Usa, Giappone e Cina, oltre ai freschi arrivi di Corea e Vietnam: cioè i principali produttori di automobili al mondo, che grazie a questi test potranno realizzare motori con impatto sull’ambiente compatibili tra loro.

Da qui poi sta per essere consegnata la proposta di standard per Euro 5, la versione più aggiornata di standard per i veicoli a motore che sostituirà il già avanzatissimo Euro 4, e che prevede delle emissioni di polveri sottili ridotte ad un quinto.

Le ricerche e gli accordi sviluppati da IES hanno dato non solo frutti globali ma locali: la Regione Lombardia ha infatti  commissionato loro uno studio che valuta l’impatto dei principali inquinanti sulla Lombardia e più in generale sulla pianura padana, il territorio più inquinato d’Europa insieme alla zona intorno al porto di Lubecca. Ma quello che sta per partire da questo laboratorio è qualcosa di ancora più importante, uno studio coordinato sull’impatto ambientale dei mezzi di trasporto del Corridoio 5, l’asse logistica che va dal Portogallo all’Ungheria. Quella, per intenderci, da cui passa anche la Tav.

 

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Pubblicato il 14 Dicembre 2005
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