Agesp si rilancia con la piscina di via Manara e il PalaPiantanida
Rinnovato per vent'anni il contratto per la gestione del palazzetto dello sport. Previsto anche un centro di medicina dello sport presso la palestra di via Manara
Il presidente Franco Castiglioni e il direttore generale ing. Luca Premoselli hanno convocato la stampa presso la sede di via Marco Polo per annunciare i prossimi progetti di Agesp per le due strutture. Alcuni di essi sono già a buon punto o praticamente ultimati, per altri, invece, occorrerà che la politica faccia la sua parte.
"Intendiamo improntare la nostra gestione dei due impianti alla sussidiarietà con le società sportive" dichiara Castiglioni. Per la piscina di via Manara servirnno alcuni servizi aggiuntivi, per esempio i parcheggi, tramite l’ampliamento del posteggio di via Alberto da Giussano; ma soprattutto è prevista la creazione di un centro di medicina sportiva di alto livello, che troverà alloggio in locali già pronti, insiem ad un centro di fisioterapia e ad un centro fitness. Insieme al previsto completamento dei lavori già in corso sulle vasche dell’impianto, si intende fare di quello di via Manara un centro polifunzionale con pochi eguali in Italia, situato per di più in centro città. Come sempre, la gestione sarà condotta in spirito di reciproca collaborazione con la Busto Nuoto e le altre società del settore natatorio.
Per quanto attiene al PalaPiantandida, l’Agesp torna a gestirlo dal 1° marzo di quest’anno dopo una pausa durata un anno, e questa volta con un contratto che prevede una durata di ben 20 anni: un investimento strategico, se sarà confermato. "Vogliamo fare una scommessa. quella cioè di coinvolgere le società dell’ASSB (l’associazione delle società sportive bustesi, ndr), che fruiscono dell’impianto, in una gestione coordinata che preveda anche pause concordate nel suo utilizzo, in modo da poterlo impiegare anche per eventi che lo facciano fruttare" riferisce Castiglioni. Qui sta il vero dilemma: la semplice gestione dell’impianto a mo’ di "palestrone" – come lo aveva bollato il consigliere Udc Enrico Salomi qualche tempo fa – per le società bustesi avviene in perdita, date le tariffe economiche richieste. Se invece sarà possibile trovare un modus vivendi che consenta di organizzare anche qualche evento importante, sportivo e non (concerti), le prospettive si faranno interessanti. Spetta ora al Consiglio comunale mettere a disposizione i soldi per i lavori necessari – su tutti quello sull’impianto acustico, ma anche i parcheggi, la ventilazione e il condizionamento, tuttora assente, palestre separate dal campo principale e un’area ristoro. E questo non sarà facilissimo, visto che già l’anno scorso la spesa per l’acustica fu stralciata e rinviata, con pregiudizio delle possibilità del PalaPiantanida di organizzare concerti degni di questo nome. "Stiamo trattando con il Comune per decidere chi deve pagare cosa" fanno sapere dall’Agesp: "per quanto ci riguarda, siamo dell’opinione che i lavori strutturali spettano al padrone, le spese correnti all’inquilino-gestore". Spetterà ora ai consiglieri comunali decidere se la coperta corta del bilancio comunale, più che mai arma di battaglia politica di questi tempi, sarà un pochino meno corta per Agesp, e se "Busto città dello sport" passerà da slogan a realtà.
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