Odontotecnici, ecco il nuovo profilo professionale
La normativa risaliva a 80 anni fa. La soddisfazione di Antonio Ziliotti, presidente provinciale Fenaodi-Confartigianato
Per gli odontotecnici nuovo profilo professionale
FENAODI Confartigianato soddisfatta per l’approvazione definitiva della
Disciplina sulle professioni sanitarie non mediche
«Dopo mesi di estenuante attesa, è stato finalmente approvato il provvedimento di riordino delle professioni sanitarie non mediche. Fenaodi Confartigianato, a nome degli odontotecnici italiani, ringrazia tutti i parlamentari per la determinazione con cui hanno voluto l’approvazione del provvedimento».
Così Antonio Ziliotti, presidente regionale, vicepresidente nazionale e referente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese per la categoria odontotecnici, commenta l’approvazione definitiva avvenuta ieri in Aula alla Camera, del Disegno di legge di riordino delle professioni sanitarie non mediche. «Fenaodi Confartigianato (l’Associazione che rappresenta gli odontotecnici) si batte da molto tempo per innovare la normativa del settore che risale a 80 anni fa – sottolinea Ziliotti – Oggi, finalmente, si ha una legge in linea con le disposizioni in vigore nel resto d’Europa e che permetterà di qualificare gli operatori, combattere l’abusivismo, tutelare i clienti. Si attende che il Ministero della Salute convochi i rappresentanti della Fenaodi per definire subito il nuovo profilo professionale degli odontotecnici».
Ai fini della individuazione di nuove professioni sanitarie, l’articolo 5 del provvedimento approvato ieri prevede che questo avvenga “in sede di recepimento di direttive comunitarie ovvero per iniziativa dello Stato o delle regioni, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali, che non trovano rispondenza in professioni già riconosciute”. L’articolo 5 prosegue prevedendo che “l’individuazione è subordinata ad un parere tecnico-scientifico, espresso da apposite commissioni, operanti nell’ambito del Consiglio superiore di sanità, di volta in volta nominate dal Ministero della salute, alle quali partecipano esperti designati dal Ministero della salute e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e i rappresentanti degli ordini delle professioni di cui all’articolo 1, comma 1, senza oneri a carico della finanza pubblica”.
Nel corso dei lavori al Senato, lo scorso 14 dicembre è stato infatti proposto un ordine del giorno, approvato poi come raccomandazione, che impegna il Governo “ad inserire nell’ambito delle professioni sanitarie non mediche le figure degli odontotecnici e degli ottici prevedendo l’istituzione del relativo albo professionale”.
«Alla Camera dei Deputati, nella seduta di approvazione di ieri (mercoledì 25) – conclude Ziliotti – si è evidenziato che “gli articoli 5 e 7 aprono dei nuovi sbocchi per altri operatori del settore tecnico sanitario. Gli odontotecnici, ad esempio, avranno la possibilità di organizzarsi fra loro e dare vita ad un nuovo ordine professionale, anche se con una limitazione numerica che si aggira intorno alle ventimila unità. In ogni caso, con tale modalità si permette ad alcuni operatori che attendono il titolo di laurea di potersi organizzare ed ottenere questo importante riconoscimento».
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