Una fiaccolata in memoria di Nikolajevka
Giovedì sera l'Ana di Varese ha organizzato la salita al Sacro Monte per ricordare il 62° anniversario della battaglia finale sul fronte russo
"Nikolajevka fu l’addio alla giovinezza, fu l’appuntamento con un destino iniquo, fu l’orgoglio e la dannazione di starci. A Nikolajevka, come otto mesi più tardi a Cefalonia, il privilegio di essere italiani comporterà un enorme tributo di sangue e di fede". Così Alfio Caruso nel suo volume dall’emblematico titolo "Tutti i vivi all’assalto" introduce la battaglia del 26 gennaio di sessantatré anni fa. Una giornata in cui i resti dell’Armir, l’armata italiana in Russia, ruppero definitivamente l’accerchiamento delle truppe sovietiche e si aprirono la strada verso la salvezza. Una salvezza che però non giunse per decine di migliaia di alpini e fanti, caduti sulla neve, impazziti, fatti prigionieri dall’Armata Rossa.
Da allora Nikolajevka e divenuta un simbolo da ricordare, un monito contro la crudeltà della guerra. Ma anche un’occasione per sottolineare l’importanza della pace e della fratellanza e l’esempio forse più bello e concreto è arrivato alcuni anni fa proprio dalle Penne Nere, con l’asilo fondato a Rossosch, su uno di quei campi che nel ’43 si ricoprirono di sangue.
Come ogni anno, anche gli alpini di Varese ricorderanno l’anniversario della battaglia con la tradizionale fiaccolata al Sacro Monte prevista per la sera di giovedì. Le Penne Nere e tutti coloro che vorranno partecipare si ritroveranno alle 19.30 presso la Prima Cappella. Alle 19.45 inizierà la salita della Via Sacra che si concluderà con la Santa Messa concelebrata dall’arcivescovo di Loreto, monsignor Danzi, dal vicario episcopale della zona di Varese, monsignor Stucchi e dai cappellani alpini.
Al termine della celebrazione toccherà all’ex presidente nazionale dell’Ana, Giuseppe Parazzini, tenere il discorso ufficiale. A Varese, in modo particolare, oltre alla battaglia di Nikolajevka sarà commemorato il diciannovesimo anniversario della traslazione di un’urna contenente la terra di Russia, custodita proprio presso il santuario della Madonna del Monte.
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