“Day after” alla bustocca
I partiti commentano a mente fredda i risultati del voto, ma la confusione è tanta e tutto è ancora in alto mare. Unici a gongolare davvero i "civici" Rosa e Porfidio
Passata la buriana del voto politico, scatta il panico da corsa alle amministrative. Si è ripetuto per mesi, fino alla nausea, che nulla si poteva muovere a livello locale senza prima avere il responso delle urne: bene, questo è arrivato ed ora è il momento di darsi da fare. Ciò vale essenzialmente per le due coalizioni.
Anche a risultati acquisiti il segretario di Forza Italia Franco Castiglioni non può che dirsi soddisfatto dell’esito di un voto che conferma la supremazia degli "azzurri", forti di un 31% di voti. "Certo, è stato un ottimo risultato, ma non imporremo il nostro candidato a nessuno" promette Castiglioni. Il fatto che il candidato non abbia ancora un nome deve considerarsi secondario. "Il tempo dell’attesa è finito, e data la situazione di schiacciante supremazia della CdL a Busto sarebbe folle romperne l’unità; allo stesso modo sarebbe un controsenso non accontentare gli elettori, che hanno mostrato una preferenza così netta per Forza Italia. La porta resta aperta, ma il tempo stringe: il 27 aprile andiamo a presentare la lista". Tradotto in italiano: restiamo insieme e fatevene una ragione. Ma la Lega non sembra aver molta voglia di stare a sentire certi discorsi. Giampiero Reguzzoni rimarca che la Lega "rispetto alle politiche del 2001 è sugli stessi valori – semmai è Forza Italia ad aver perso un 6-7%. Ora bisognerà ragionare sulla base della grande maggioranza ottenuta dalla Casa delle Libertà: rassereniamoci, sediamoci ad un tavolo e valutiamo le richieste delle parti. Se però qualcuno prevarica, la Lega non avrà problemi a correre da sola". In altre parole, si prevede ancora qualche giorno di tiro alla fune. Chi invece si gode un trionfo inatteso è Giuseppe Zingale, segretario dell’UDC: "Abbiamo più che raddoppiato i nostri consensi dalle scorse regionali del 2005. Non siamo più un partitino, conteremo di più nella CdL". Sarà forse l’occasione per reclamare quell’assessorato sfuggito nella scorsa legislatura.
Per il centrosinistra, impegolato in beghe non migliori di quelle della parte avversa, l’ex capogruppo dei Progressisti Alberto Grandi (DS) commenta in questi termini l’andamento nazionale del voto: "Mi sembra che siamo vicini al ‘pari e patta’. Duole constatare che il Nord è ancora con Berlusconi, a dispetto di anni e anni di malgoverno nazionale e locale. Fortunatamente mandiamo in Parlamento l’amico Daniele Marantelli, in cui ho molta fiducia: saprà rappresentare la città di Busto e le sue esigenze come quelle della sua Varese. Per quanto riguarda noi qui, dico che il risultato ottenuto ci incoraggia nella direzione del Partito Democratico: la lista dell’Ulivo è la seconda forza della città, con il suo 21% nel voto per la Camera". Sulla spinosa questione delle candidature contrapposte di Mariani e Torresan (e qualcuno vocifera anche dello stesso segretario diessino Maggioni) alla guida della coalizione per le prossime amministrative Grandi non si preoccupa: "Sulla candidatura a sindaco penso che troveremo un accordo in tempi brevissimi". Forse già stasera, quando è previsto un importante incontro dell’Unione. E per Rifondazione il segretario cittadino Jarno Marchiori, pur felice del risultato nazionale ottenuto dal suo partito, riconosce che "il centrodestra qui la fa ancora da padrone", ma attenzione:"potrebbero dividersi – anzi in buona parte sono già divisi".
Chi di questa divisione è esponente di punta, e se la ride nel caos generale, è Luigi Rosa, candidato sindaco con la lista civica Busto Civitas. L’ex sindaco, dalla posizione privilegiata di chi non ha referenti nazionali cui rendere conto o da cui ottenere indicazioni, può permettersi mordaci giudizi sulla situazione nazionale e locale. "A livello nazionale rilevo un pastrocchio" commenta senza peli sulla lingua, "esito naturale di un quadro politico confuso, di due coalizioni profondamente divise al proprio interno, e soprattutto figlio di una legge elettorale inadeguata, varata poco prima del voto e che ha influito pesantemente sull’esito del voto al Senato, sancendo una situaizone di difficilissima governabilità del Paese". Tornando con i piedi per terra nella prosaica realtà bustocca, Rosa azzarda un’analisi fortemente critica, togliendosi vari sassolini dalle scarpe. "Vedo una città due volte umiliata. Primo, perchè non avrà rappresentanti in Parlamento e sarà isolata a causa dello scarsissimo peso politico delle segreterie dei partiti – e poi perchè quelle stesse segreterie hanno subordinato ogni e qualunque attività all’esito delle politiche. Alla luce del pastrocchio che ne è risultato, dico che si è solo perso del gran tempo".
Su una lunghezza d’onda non dissimile l’altro "civico" Audio Porfidio, leader de La Voce della Città (che non ha ancora uficializzato il suo candidato a sindaco). "I partiti hanno fallito, questa la sentenza degli elettori, un pessimo segnale per la città di Busto. I bustocchi votino noi, che abbiamo per pilastri trasparenza, ordine, pulizia, sicurezza e solidarietà, ma soprattutto non prendiamo ordini dall’alto, bensì siamo al servizio dei cittadini per farci strumento di una svolta".
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